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Sabato, 20 Giugno 2020 17:56

Montesilvano/riqualificazione lungomare Jova Beach party, tre esposti contro i lavori.

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Sono ben tre gli esposti contro i lavori del Lungomare altezza Villa Verrocchio, spiaggia dove si è tenuto il concerto di Jovanotti lo scorso anno.

Il primo è di 11 associazioni che lamentano carenza di partecipazione e possibilità di intervenire sulla pista ciclabile. Il secondo è di Rifondazione comunista che si deve "dare attuazione al vigente piano territoriale di coordinamento della Provincia di Pescara, redatto dal Prof. Bernardo Secchi, un gigante dell’urbanistica italiana". Il terzo è un esposto alla Forestale ad opera del PD che lamentano la carenza di pareri di enti preposti.

Esposto delle opposizioni in consiglio comunale PD e M5s.

Alla luce delle criticità e delle ripercussioni evidenziate sull’ecosistema interessato, i consiglieri PD e M5S hanno chiesto oggi al Corpo Forestale e alla Soprintendenza per il paesaggio di intervenire nell’immediato diffidando l’amministrazione comunale dal procedere con i lavori di cui in oggetto".

"Dopo aver riscontrato incongruenze dal punto di vista progettuali e procedurale e amministrativo, tanto che mancano i pareri degli enti preposti", i consiglieri di opposizione PD, Romina Di Costanzo, Antonio Saccone, Enzo Fidanza e Stefano Girosante e del M5S Paola Ballarini e Gabriele Straccini, inviano una missiva al Comando Carabinieri forestali e Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio Abruzzo per informarli dei loro timori rispetto ai risvolti ambientali sulla riserva naturale “Pineta di Santa Filomena”, chiedendo loro di diffidare l’Amministrazione dal proseguire i lavori".

“La modifica prevista dalla riqualificazione, ovvero il rialzo della carreggiata stradale per alcune centinaia di metri al livello del marciapiede e la copertura dei parcheggi laterali drenati su strada con asfalto stampato –spiega Romina Di Costanzo - va ad acuire uno dei problemi storici dell’area, ovvero il rischio impantanamento: le acque piovane (e fognarie in caso di piena nella rete, causata da piogge intense) presentano già allo stato attuale un ostacolo nel loro deflusso verso il mare. L’innalzamento ulteriore della strada e la copertura della superficie drenante a parcheggi non faranno altro che peggiorare la situazione. Così come la pista ciclabile sull’arenile, che necessitando di una fondazione, per essere realizzata su materiale sciolto, fungerà da ulteriore sbarramento drenante e ostacolo al deflusso dell'acqua. Questo con conseguenze gravissime per la riserva naturale, la cui flora è essenzialmente caratterizzata da Pinus halepensis con una modesta presenza di Pinus pinea. Due specie arboree termofile planiziali, estremamente resistenti alla siccità, che prediligono terreni aridi ben drenati poco adatti alle zone umide. Il mancato deflusso di acqua piovana creerà inevitabilmente un ristagno di acqua con rischio gravissimo per i pini presenti, i cui apparati radicali immersi nell'umido persistente, potrebbero perire, esponendo gli alberi a cadute con i venti.  Pertanto si tratta di una modifica dello stato dei luoghi che ha evidenti ripercussioni sulle peculiarità ambientali del tratto di territorio comunale soggetto a tutela paesaggistica,  trattandosi di una fascia litoranea di protezione dell'entroterra, riconosciuta come riserva naturale orientata statale, istituita con D.M. 13 luglio 1977, che costituisce importante habitat per l’avifauna di passaggio e stanziale”. 

11 associazioni chiedono di bloccare i lavori.

Sono FIAB Pescarabici, Mila Donnambiente Pescara, Ecoistituto Abruzzo, Ciclisti Anonimi Pescaresi, Italia Nostra Pescara, associazione di quartiere Saline Marina PP1 Montesilvano, associazione culturale Prospettiva Futura Montesilvano, associazione cittadina Montesilvano Anno Zero, associazione Civitas Ambiente e Cultura Montesilvano, che diffidano l’amministrazione comunale dal procedere con i lavori, fermando il progetto “Nuova viabilità ciclabile e veicolare – Via Aldo Moro”. Chiedono inoltre "la pubblicazione della documentazione relativa all’iter progettuale e Per le associazioni amministrativo dell’intervento, le tavole tecniche relative al progetto stesso, e ogni atto che l’Amministrazione ha intrapreso per finalizzare l’intervento", "pareri da parte dei Carabinieri Forestali che hanno in gestione la RISERVA STATALE Pineta di Santa Filomena (istituita nel 1977 con Decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali - Corpo Forestale dello Stato - Gestione ex A.S.F.D), della Guardia Costiera e dall’ufficio Demanio Marittimo della Regione Abruzzo" e "un incontro pubblico con sindaco, assessore e commissioni consiliari competenti, per illustrare le criticità del progetto".

Evidenziano " Mancata consultazioni dei cittadini e portatori di interesse", "Il progetto riguarda unicamente il rialzo dell'intera carreggiata stradale per alcune centinaia di metri al livello del marciapiede e la copertura dei parcheggi laterali drenanti su strada, con asfalto stampato tipo StreetPrint"."Si varierebbe il tracciato della pista ciclabile esistente con un tracciato curvilineo e ondivago senza relazione con le caratteristiche di mobilità litoranea legate al tracciato della Ciclovia Adriatica Bike to Coast, del Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche (SNCT - Bicitalia)"."Sono state rilevate diverse incoerenze progettuali riguardanti la sicurezza stradale, per il rialzo della carreggiata stradale per centinaia di metri, con obbligo di moderazione delle della velocità, incoerente con le geometrie stradali adottate; per il tracciato del percorso ciclabile che intersecherebbe più volte il tracciato pedonale e quello veicolare; per l'ipotesi di tracciati ciclabili ondulati che, oltre che incoerenti con la domanda di mobilità sostenibile litoranea, anche consumatori di preziose aree della spiaggia e nella pineta litoranea assolutamente inalienabili". Ipotizzano anche rilevanti danni erariali:"Aumento dei costi di manutenzione della rete stradale, privata di sistemi di protezione dal vento, dalla sabbia e dalle mareggiate";"Aumento della pericolosità stradale, soprattutto per gli utenti deboli, ciclisti e pedoni, a contatto con il pericoloso traffico veicolare lungomare senza protezioni e con numerosi irrazionali attraversamenti e intersezioni".

"L’intervento prioritario da realizzare subito è il ripristino della siepe frangivento per impedire che la sabbia continui ad invadere marciapiede, pista ciclabile e carreggiata stradale".

 

Di Sante: Annunciano progetti sulla ciclabilità e sul turismo dolce ma per ora l’unica azione concreta in piena estate è la rimozione e l’interruzione di un tratto della ciclovia adriatica.

"Oggi stesso come Rifondazione Comunista abbiamo inviato un esposto diffida a fermare il cantiere per il progetto “Nuova viabilità ciclabile e veicolare – Via Aldo Moro” e ripristinare siepe frangivento spiaggia libera tra “Sabbia d’Oro – Bagni Bruno” al Comune di Montesilvano (PE) e per conoscenza alla Direzione demaniale Riserva naturale Santa Filomena, alla Capitaneria di Porto Pescara, all’Ufficio Demanio marittimo della Regione Abruzzo e alla Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio della Regione Abruzzo". A riferirlo è Corrado Di Sante, segretario provinciale PRC-SE Pescara.

"Ieri in tutta fretta è partito il cantiere per la famigerata riqualificazione di Via Aldo Moro all’altezza della cosiddetta spiaggia libera “Jova Beach Party”. Un’opera sbagliata che prende avvio in piena estate con grave disagio per automobilisti, pedoni, ciclisti e frequentatori della spiaggia libera. Immaginate quale sarebbe stata la reazione se il cantiere fosse partito difronte agli stabilimenti balneari? La Giunta Comunale ha davvero poca considerazione della spiaggia libera".

"È l’ennesimo bluff della Giunta De Martinis, poche idee e ben confuse. La riqualificazione sbandierata a dicembre prevede ora la distruzione e l’interruzione della Ciclovia Adriatica e il rialzo della carreggiata al pari del marciapiede, un pericolo per tutte le utenze deboli. Siamo difronte a un progetto spezzatino perché mancano i fondi per tutto il resto. Documentazione e trasparenza sono assai carenti. Dove sono i pareri di Soprintendenza, Demanio e Carabinieri Forestali visto che il progetto prevede di consumare arenile e di attraversare la pineta? Basti pensare che i lavori sono iniziati senza l’apposizione della cartellonistica di cantiere e senza le indicazioni di percorsi alternativi per pedoni e ciclisti".

Nell’esposto diffida hanno evidenziato: "L’amministrazione comunale dovrebbe dare attuazione al vigente piano territoriale di coordinamento della Provincia di Pescara, redatto dal Prof. Bernardo Secchi, un gigante dell’urbanistica italiana. L’art. 78 delle NTA di questo piano, cui come noto i piani comunali devono conformarsi, è intitolato “Connessione interambientale costiera” e prevede “interventi atti a configurare l’intero arenile come parco urbano lineare”. Il comma 2 recita “Nel tratto di riviera in prossimità della pineta di S.Filomena (Comuni di Pescara e Montesilvano) il P.T.C.P. indica interventi tendenti alla ricostituzione del collegamento pineta­spiaggia con il ripristino della duna costiera e il sistema retrodunale ad essa associata, attraverso l’arretramento della strada rivierasca.” Siamo di fronte all’ennesimo intervento pubblico in difformità alle previsioni del P.T.C.P."

"Nel progetto esecutivo di dicembre 2019 si parla di "innalzamento della sede stradale e della realizzazione di un percorso ciclopedonale", mentre nella delibera di giunta n.122 del 12 giugno 2020 in maniera difforme si fa riferimento ad un "intervento di manutenzione in via Aldo Moro". Finora l’intervento ha riguardato la demolizione dei cordoli della ciclovia adriatica nel tratto oggetto del cantiere. L’intervento straordinario su Via Aldo Moro è inserito in una delibera che riguarda l’intervento ordinario su altre vie cittadine".

"Con tale progetto si varierebbe il tracciato della pista ciclabile esistente con un tracciato curvilineo e ondivago senza relazione con le caratteristiche di mobilità litoranea legate al tracciato della Ciclovia Adriatica Bike to Coast, del Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche (SNCT - Bicitalia).Il percorso ciclabile intersecherebbe più volte il tracciato pedonale e quello veicolare aumentandone la pericolosità, consumando per giunta preziose aree della spiaggia e nella pineta litoranea assolutamente inalienabili".

"La giunta di centrodestra che dopo appena un anno dall’elezione già soffre numerosi malpancismi e consueti cambi di casacca, evita l’unica azione urgente ovvero il ripristino della siepe frangivento eradicata in occasione del Jova Beach Party (7 settembre 2019) nel tratto di spiaggia libera ricompresa tra gli stabilimenti Sabbia D’Oro e Bagni Bruno. Un danno ambientale e erariale. Il vento senza barriere produce l’erosione della spiaggia e la sabbia ha costretto le ditte appaltatrici del comune ad intervenire più volte per la rimozione. I cittadini pagano due, tre volte, da un lato i ripascimenti dall’altro la rimozione della spiaggia. E se i lavori proseguiranno e tutto sarà sullo stesso piano anche gli automobilisti dovranno fare i conti con la sabbia. Insomma invece di ridurre si aumentano le situazioni di pericolo".

Ultima modifica il Sabato, 20 Giugno 2020 18:21