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Martedì, 15 Settembre 2020 19:39

Como, accoltellato Don Roberto Malgesini, né per motivi politici né terroristici o razziali

Scritto da nefer

Come Don Puglisi ucciso il 15 settembre, vicino casa.

Non avrebbe agito né per motivi politici né terroristici o razziali il 53enne di origini tunisine che ha confessato di aver ucciso stamattina a Como don Roberto Malgesini. Il movente, a quanto apprende l'Adnkronos, si esaurisce in motivazioni personali. L'uomo, durante l'interrogatorio di polizia, avrebbe inoltre descritto le modalità dell'omicidio. Il 53enne aveva precedenti penali dal 2007 tra cui maltrattamenti in famiglia, resistenza a pubblico ufficiale, furto e rapina. Gli era stato revocato il permesso di soggiorno e aveva pendenti due decreti di espulsione. Al primo, nel 2018, non aveva ottemperato l'ordine di espulsione. Per quanto riguarda il secondo non era stato eseguito per via dell'emergenza sanitaria Covid-19. Nelle prossime ore dovrebbe svolgersi l’interrogatorio di garanzia di fronte al gip. Titolare delle indagini è il pm Massimo Astori.

Era il prete degli ultimi. E non solo tra gli ‘ultimi’ il suo ricordo resterà indelebile. Don Roberto Malgesini, 51 anni, una vita al fianco dei più bisognosi, è stato accoltellato a morte stamattina alle 7 a Como, in piazza San Rocco, lasciando l’intera città sotto choc.

Don Roberto era originario della provincia di Sondrio, nato a Morbegno nel 1969. Ordinato sacerdote nel 1998, era stato vicario prima a Gravedona e poi a Lipomo, dal 2008 era collaboratore della comunità pastorale Beato Scalabrini. E' stato colpito a morte mentre si trovava vicino casa, poco distante dalla chiesa di San Rocco. Per lui non c’è stato niente da fare. Inutili i soccorsi: quando sono arrivati i sanitari del 118 era già troppo tardi: il don è deceduto sotto i fendenti sferrati da un senzatetto di origini tunisine di 53 anni. Stando a una prima ricostruzione, come ormai faceva da anni, don Roberto doveva iniziare a distribuire la colazione ai senzatetto. Un gesto al quale era abituato, visto che coordinava un gruppo di volontari che ogni mattina poetava un pasto caldo ai senzatetto e agli emarginati della città. Stamattina però non è andata così. Un dolore forte, che non si placa. Il vescovo Oscar Cantoni, appena appresa la notizia, è andato in piazza San Rocco a pregare sul corpo di don Roberto. Al Settimanale della diocesi di Como, ha espresso "profondo dolore e disorientamento per quanto accaduto" ma anche "orgoglio verso questo nostro prete, che ha da sempre lavorato su campo fino a dare la sua vita per gli ultimi". Sotto le mascherine chirurgiche, tra la gente che arriva sul posto sotto choc per rendere un ultimo omaggio al sacerdote, a spiccare sono gli occhi di quegli ‘ultimi’, gli emarginati, i ‘reietti’ che il don tanto aiutava e che sono ancora gonfi di lacrime. Adnkronos

 

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