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Mercoledì, 11 Novembre 2020 15:46

Covid19/Abruzzo. Marsilio: Se ospedali esauriranno capacità di cura "rischio di scelte tragiche"

Oggi 662 nuovi casi, 16 deceduti.  Il presidente: "Appello a senso responsabilità dei cittadini"

Pescara, 11 nov. "Le prime ore trascorse come regione arancione non sono state particolarmente diverse da quelle in cui l'Abruzzo è stata classificata come regione gialla. L'unica differenza la pagano i titolari di bar e pasticcerie ed i ristoratori, i cui locali devono rimanere chiusi per tutto il giorno".

Lo ha dichiarato, questa mattina, il presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, intervistato dall'emittente televisiva Vera Tv.

L'indice RT di contagio da Covid-19, secondo l'ultimo report dell'Istituto Superiore di Sanità, vede in Abruzzo superare la soglia dell'1,5 mentre le terapie intensive hanno letti occupati per oltre il 30 per cento.

"Credo che non sia solo l'Abruzzo a doversi preoccupare che il colore possa cambiare nuovamente - ha proseguito Marsilio - a rischiare è l'intera Italia. Se dovessi fare un pronostico, la mia sarebbe una previsione pessimistica. Infatti, -ha aggiunto - è nostro dovere parlare chiaro. Con questo ritmo di contagi e di accessi negli ospedali, da qui ad una settimana, massimo dieci giorni, tutto il Paese sarà in zona rossa. Se saranno mantenute le regole attualmente in vigore nelle attuali regioni rosse, ci sarà la chiusura di tutti i negozi ma si continuerà ad andare al lavoro nelle fabbriche e negli uffici dove non è possibile lavorare in modalità agile. Inoltre, verrà attivata la didattica a distanza nelle classi seconde e terze delle scuole medie". A tal proposito, il presidente Marsilio fa appello al senso di responsabilità dei cittadini abruzzesi chiedendo la collaborazione da parte di tutti nel rispetto delle regole.

"L'obiettivo - ha sottolineato - è quello di evitare la scenario più pesante. La speranza è che si possa arrestare la diffusione del virus e, in ogni caso, che si possa invertire la curva dei contagi. E' chiaro - ha continuato - che, se ogni giorno vengono ricoverate in ospedale 20-30 persone e 2-3 di queste finiscono in terapia intensiva, è evidente che di fronte a noi abbiamo un tempo limitato, terminato il quale gli ospedali esauriranno la loro capacità di cura e saremo costretti ad adottare dei provvedimenti per evitare di dover effettuare delle scelte tragiche come quella di non poter curare le persone più fragili".

Riguardo al piano di rafforzamento del sistema sanitario alla luce della recrudescenza della pandemia, Marsilio ha chiarito che "dall'8 ottobre, giorno in cui ci è stata data le delega, siamo partiti di gran carriera. In poche settimane, abbiamo già esperito tutte le gare di progettazione, soprattutto in riferimento alla Asl di Teramo. Sono stati già affidati molti lavori, stanno per aprire i cantieri, anzi alcuni sono stati già aperti per mettere tutti i pronto soccorso in condizione di accogliere in sicurezza i pazienti, potenziare i posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva dedicati alle malattie infettive e raggiungere una maggiore capacità di gestione dell'emergenza".

Anche riguardo alla tematica dei tamponi effettuati nei lavoratori privati, la posizione di Marsilio è più che mai chiara. "La diagnostica legata ai tamponi è una questione molto seria - ha ribadito - non è che la possa eseguire un qualunque laboratorio. Esistono delle leggi e delle regole che garantiscono la sicurezza nell'effettuazione di queste analisi. I laboratori privati che hanno i requisiti per poter essere accreditati ed inseriti nella rete dei laboratori, - ha affermato - lo possono già fare o lo hanno già fatto. C'è un caso, l'unico per ora in Abruzzo, di una realtà aquilana che ha presentato per tempo al Comune dell'Aquila una domanda di autorizzazione. Domanda che è stata trasmessa alla Regione che, poi, l'ha inoltrata al competente Istituto Superiore di Sanità ed alla fine di questa procedura è arrivato l'accreditamento della struttura. Si tratta di una passaggio importante - ha concluso Marsilio - per garantire al cittadino non solo che il risultato dell'esame è attendibile ma che soprattutto nessuno rischia di essere contagiato".

Oggi 662 nuovi casi, 16 deceduti.

Sono complessivamente 16550 i casi positivi al Covid 19 registrati in Abruzzo dall’inizio dell’emergenza. Rispetto a ieri si registrano 662 nuovi casi (di età compresa tra 8 mesi e 99 anni). Dei nuovi casi, 392 sono riferiti a tracciamenti di focolai già noti. I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 93, di cui 28 in provincia dell’Aquila, 13 in provincia di Pescara, 23 in provincia di Chieti, 29 in provincia di Teramo.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 16 nuovi casi e sale a 644 (di età compresa tra 60 e 100 anni, 7 in provincia di Chieti, 6 in provincia dell’Aquila, 3 in provincia di Teramo). Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 4956 dimessi/guariti (+124 rispetto a ieri). Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 10950 (+522 rispetto a ieri). Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 328068 test (+4223 rispetto a ieri). 546 pazienti (+16 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 51 (+5 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 10353 (+501 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Del totale dei casi positivi, 5064 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+261 rispetto a ieri), 3227 in provincia di Chieti (+121), 3632 in provincia di Pescara (+98), 4299 in provincia di Teramo (+190), 160 fuori regione (+7) e 168 (-15) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza. Lo comunica l’Assessorato regionale alla Sanità.

Ultima modifica il Mercoledì, 11 Novembre 2020 16:27

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