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Mercoledì, 27 Gennaio 2021 16:21

27 gennaio. Giornata della memoria. I luoghi per non dimenticare

Scritto da Angela Curatolo
Cartoon di Marco D'Agostino per la Giornata della memoria Cartoon di Marco D'Agostino per la Giornata della memoria

Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella: “Sta a noi impedire che si ripeta” (Mattarella nel Giorno della Memoria)

 

Ci sono tanti luoghi in Italia da visitare che testimoniano lo sterminio degli ebrei, per non dimenticare.

A Milano, alla stazione Centrale sorge la Fondazione Memoriale della Shoah-Binario 21, il luogo da dove partivano i convogli carichi di ebrei e di altri perseguitati verso i campi di sterminio nazisti. Il Memoriale testimonia la vita di migliaia di prigionieri che vi transitarono tra il 1943 e il 1945, tra cui anche la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz. Il Museo del deportato di Fossoli, vicino a Carpi, in provincia di Modena; vi transitarono anche famosi uomini di cultura tra cui lo scrittore Primo Levi. A Trieste il monumento nazionale Risiera di san Sabba, da struttura per la pilatura del riso a campo di detenzione, è ora un interessante museo che testimonia la tragica storia di soldati italiani, partigiani, detenuti politici ed ebrei imprigionati e poi deportati all'estero. Coinvolge numerosi siti della città il Museo diffuso della Resistenza di Torino, dedicato alla storia della Seconda Guerra Mondiale e di tutte le sue più tragiche conseguenze. Ha sede nel palazzo dei Quartieri Militari ma coinvolge altri luoghi: dal Sacrario del Martinetto, dove furono fucilati oltre sessanta partigiani e oppositori del regime, al rifugio antiaereo di piazza Risorgimento e alla Caserma di via Asti, luogo di reclusione e di interrogatori. A Tarsia, in provincia di Cosenza, sorge il più grande campo di concentramento fascista d'Italia; qui dal 1940 vi furono rinchiusi ebrei italiani e stranieri, antifascisti e profughi politici. Dal 2004 il lager, chiuso nel 1945, è stato trasformato nel museo della memoria Ferramonti.

A Servigliano, nelle Marche, un vecchio campo di prigionia dove nel periodo fascista venivano incarcerati oppositori, rifugiati, prigionieri di guerra ed ebrei è diventato il Parco della Pace. Nell'ex stazione ferroviaria del borgo accanto al campo di concentramento è nato il museo Casa della Memoria. Di ciò che era il campo di prigionia è rimasto il muro di cinta, con addirittura il filo spinato risalente al conflitto del 1915-1918, ma è ben visibile - seppur richiusa - pure la breccia attraverso la quale fuggirono alcuni prigionieri prima dell'arrivo dei tedeschi, e sono rimaste anche alcune casette dove i soldati dormivano o montavano di guardia. Visibile, all'interno del perimetro, anche un vecchio rudere. Come viene ricordato nei diari scritti dai prigionieri e ritrovati nel corso degli anni o nelle targhe all'ingresso del parco: "In questo luogo - si legge - a partire dall'ottobre 1943 furono imprigionati ebrei... 31 furono deportati nell'abisso dei lager tedeschi. Solo 3 sopravvissero alle barbarie nazifascista".

In 149 comuni italiani, infine, sono presenti le pietre d'inciampo, piccoli blocchi in pietra incastonati lungo i marciapiedi o nel selciato, creati nel 1993 dall'artista tedesco Gunter Demnig per ricordare i luoghi da dove ebrei, dissidenti, omosessuali, rom e sinti venivano arrestati e deportati. Ogni stolpersteine di questa iniziativa di memoria condivisa riporta i dati delle vittime: ce ne sono più di 1.340 e oltre 330 solo a Roma, dove la comunità ebraica ha una storia millenaria.

A Milano le Pietre di inciampo saranno anche virtuali.

I sanpietrini d'ottone dedicati alle vittime deportate nei campi di sterminio nazisti si potranno incrociare non solo per le strade della città, in corrispondenza delle case dove hanno vissuto, ma anche sui social, postate su un'apposita pagina Instagram, Milanopietredinciampo. Il 27 gennaio, Giornata della memoria, le storie dei 121 milanesi vittime del nazi fascismo saranno poi rilanciate e condivise sui canali Instagram di personaggi noti, da Mahmood, a I Ministri, a Elisa, fino alla squadra del Milan e al sindaco di Milano, Beppe Sala, che potranno così farle conoscere ai loro followers. Un modo per coinvolgere sempre di più nella memoria i giovani. Il progetto Instagram History è la novità presentata dal Comitato milanese pietre di inciampo, insieme al Comune di Milano, con l'agenzia Imille e Ctrl Magazine. L'architetto Stefano Boeri, ad esempio, ha adottato sulle sue pagine social la pietra di inciampo dedicata a Gianluigi Banfi, anche lui architetto, arrestato a Milano il 21 marzo 1944 per attività cospirativa antifascista, deportato e morto nel campo di Gusen. Nel novembre del 2020 gli studenti di quattro Istituti superiori di Milano (Carlo Porta, Galdus, G. Marconi e A. Manzoni) hanno riprodotto digitalmente le pietre d'inciampo che oggi si trovano nelle strade della città di Milano, per creare quello che sarà un inciampo digitale. A partire dal 27 gennaio saranno poi posate le 31 nuove Pietre d'inciampo nelle strade della città per ricordare altrettante vittime delle deportazioni.

“Sta a noi impedire che si ripeta” (Mattarella nel Giorno della Memoria)

“Edith Bruck (la scrittrice testimone della Shoah) ha scritto che ‘sull’Europa sta tornando nuvola nera’, confido non sia così, anche grazie all’Ue nata dando centralità alla persona umana e all’amicizia tra i popoli. Ma quell’avvertimento non va dimenticato, sta a noi impedire che si ripeta, sta a noi guidare gli avvenimenti e trsamettere valori di civiltà umana”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, concludendo la celebrazione al Quirinale del Giorno della Memoria. Il Capo dello stato ha aperto il suo intervento rivolgendo “un pensiero a Nedo Fiano scomparso qualche settimana addietro” e ringraziando “la testimonianza di Sami Modiano che commuove e fa riflettere”.