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Martedì, 29 Dicembre 2015 17:37

Montesilvano/espulsione D'Alonzo da A.C. “Hanno sfruttato miei voti. Una lettera non basta”.

Enea DAlonzo Enea DAlonzo AC

D'Alonzo: “Sottanelli mi ha chiamato dopo il il consiglio speciale del direttivo di Abruzzo Civico e mi ha chiesto di capire per quieto vivere”

 

“Io non ho ricevuto nulla ancora”, le parole di Enea D'Alonzo al Giornale di Montesilvano sull'espulsione attraverso una lettera del partito in seguito al passaggio in maggioranza e l'incarico in giunta di Fabio Vaccaro, come spiega AC, per non essersi consultato con il collega Ruggero. E fa sapere “ieri mi ha telefonato Giulio Sottanelli spiegandomi che Lino Ruggero ha voluto il consiglio speciale del direttivo di Abruzzo Civico, facendo il diavolo a 4.” Una diatriba che pare essere iniziata mesi fa tra i due consiglieri e nella stessa giunta. “Con Lino si sono formate delle crepe, non abbiamo mai condiviso nulla, queste crepe poi sono degenerate” Spiega l'ex assessore allo sport di Attilio di Mattia, “Sottanelli mi ha chiesto di capire la situazione per quieto vivere“ E riferisce “A luglio Ruggero mi ha chiesto di entrare in A.C poi a settembre io accettai perchè mi avevano garantito che avrebbe avuto un ruolo diverso dal mio, quello di segretario cittadino.” E infine conclude: “Loro non possono sfruttare i miei voti e entrare in consiglio comunale e poi inibirmi con una lettera lo dice la legge. Io sono stato votato in Abruzzo Civico e sono il capogruppo”. 

La questione messa così diventa politica e giuridica. Si può inibire con una lettera il simbolo ad un capogruppo consiliare? “In effetti una lettera stragiudiziale non è sufficiente a inibire il simbolo ci vuole un'azione legale davanti il tribunale, un titolo giudiziale che ne inibisca l'uso”. Così chiarisce l'avvocato Anthony Aliano, nonché consigliere, come da precisazione dallo stesso fatta, non di maggioranza, “per quanto riguarda il capogruppo ormai D'Alonzo è istituzionalizzato, regolarmente eletto.”

“Bisogna verificare quello che è previsto nello statuto di Abruzzo Civico”, afferma Daniele Scorrano, tesoriere del direttivo PD locale, “se fosse accaduto da noi, Pd, ad esempio, una lettera non sarebbe bastata perchè il nostro statuto impone il giudizio in Commissione garanzia che decide il caso. Ma è lo statuto a regnare altrimenti ognuno potrebbe dire e fare ciò che vuole.”

Perciò secondo questo assunto se lo statuto di Abruzzo Civico prevedesse di mettere questioni come quella di D'Alonzo in mano al direttivo e alla dirigenza potrebbe essere valido.

In ogni caso questa potrebbe diventare una querelle lunga e spinosa. E poi nel caso D'Alonzo uscisse "per quieto vivere" dalla famiglia di Abruzzo civico dove potrebbe migrare a sostegno del proprio assessore Vaccaro? Le risposte nel 2016...

Ultima modifica il Martedì, 29 Dicembre 2015 18:59