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Venerdì, 10 Settembre 2021 17:54

Abruzzo e tradizioni. Il destino dell'ultima figlia della famiglia

Scritto da Nicoletta Camilla Travaglini

Di Nicoletta Camilla Travaglini autrice di Dee, Streghe e Fate

Una tradizione perpetuata a lungo in Abruzzo e in altre regioni Italiane del Sud, proveniente da usanze spagnole molto antiche.

Radicalmente tradizionalista è lo spirito che pervade la società ispanica come anche le sue colonie del Sud d’Italia o meglio, ex Regno delle due Sicilie. Laura Esquivel nel suo libro "Como Agua para Chocolate" descrive una triste tradizione che prevedeva il sacrificio della figlia più piccola. La stessa usanza era molto costumata tra otto e novecento in molte zone interne dell’Abruzzo e non solo!

Le famiglie abruzzesi di quel periodo erano molto numerose in quanto le donne erano fertili dai 13/15 ai 30 anni circa e avevano frequenti gravidanze durante questo arco di tempo, quindi, non era raro avere una media di 15/20 figli per ogni nucleo famigliare. Molti di questi figli però non sopravvivevano o andavano a cercar fortuna all’estero e per questo motivo si sacrificava la figlia minore che non si sposava per poter accudire i genitori nella loro senescenza.

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I rapporti genitori figli erano molto freddi o inesistenti poiché c’era il padre padrone e la madre succube della famiglia del marito. Essi vivevano in case molto piccole e in stanze anguste e sovraffollate in cui l’incesto era pratica “normale” o perlomeno tollerato in quanto era sempre e comunque “colpa” della donna per tutto ciò che le capitava.

In alcuni casi “il figlio della colpa” veniva ucciso o dall’autore della violenza o dai genitori e, in molti casi, si dava la colpa alla vittima che finiva in prigione, dove, dopo diversi e ripetuti abusi, moriva nell’indifferenza generale.

L'orrenda usanza.

Molte bambine nelle famiglie numerose venivano uccise dalla madre e in molti casi si usava ammazzarle lasciandole una notte al freddo in una tinozza di acqua gelida e se il giorno dopo sopravviveva, ella, la bimba era salva e aveva “l’onore di fare da badante ai propri genitori!”.

Il rito delle Madonne o Conocchie

Le donne avevano, con i propri figli, un rapporto molto distaccato poiché sapevano che, in questa società così poco attenta ai bisogni dei fanciulli, essi non sarebbero sopravvissuti a lungo e, così, si preparavano a un eventuale lutto attraverso riti della quaresima e della Settimana Santa con la cerimonia della vestizione delle Madonne o “Conocchie” in Spagna le “Macarene”. Questo rituale della vestizione consisteva nel cucire i vestiti per queste statue sia a grandezza naturale che piccole, poiché ogni casa possedeva una “Conocchia” o statua della Madonna che veniva vestite con un rituale ben preciso e a cui ci si rivolgeva per essere confortate, poiché la Madonna conosceva il dolore per la perdita di un figlio. Per questo motivo, il Venerdì Santo, le donne consolavano la Madonna in maniera tale che essa avrebbe potuto fare altrettanto con loro nel momento della perdita di un figlio.