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Venerdì, 29 Gennaio 2016 16:44

Costa trabocchi, sindaci "esigiamo garanzie sui primi 50mila euro", Norme Salvaguardia, wwf "parco burletta"

 I Sindaci di San Vito Chietino e Rocca San Giovanni hanno inviato al Presidente della Regione Abruzzo una nota con la quale chiedono garanzie e rassicurazioni certe circa l’erogazione dei fondi di primo finanziamento previsti dalla legge regionale n. 38 del 2015 istitutiva del parco marino “Costa dei Trabocchi”.

“Siamo convinti che il parco marino possa rappresentare un ulteriore elemento di eccellenza e di attrattività turistica del nostro territorio anche in prospettiva dell’indispensabile risanamento dei fiumi e della filiera di depurazione delle acque. Del resto, siamo stati i primi, in tempi non sospetti a proporre tale progettualità anche in alternativa al parco nazionale della costa teatina. Tuttavia esigiamo garanzie certe dalla Regione Abruzzo circa l’effettiva erogazione sia delle prime 50.000,00 euro previste dalla legge istitutiva che degli indispensabili stanziamenti da prevedersi per gli anni successivi affinchè il parco non resti soltanto una inutile linea tracciata nelle coordinate marine ma possa divenire concreto strumento di sviluppo ambientale e turistico. Non vorremmo che, come purtroppo accaduto in passato per i fondi stanziati per l’istituzione della riserva regionale Grotta delle Farfalle con legge reg. n.05/07, i finanziamenti previsti dalla legge non siano stati mai successivamente erogati ai Comuni. Riteniamo, infine, anche necessario prevedere un ridimensionamento della perimetrazione al fine di tutelare i legittimi interessi dei pescatori, dei diportisti e degli operatori turistici”. 

WWF e Legambiente bocciano gli emendamenti sulle Norme di Salvaguardia proposti da sindaci e Regione

“Solo un goffo tentativo di affossare e cementificare il Parco Nazionale della Costa Teatina”

"Gli emendamenti concordati dai sindaci e avallati dal presidente della Regione D’Alfonso, così come emersi anche dal servizio dedicato oggi dal TG3 all’argomento, rischiano di svilire il Parco Nazionale della Costa Teatina e di cancellarne l’esigenza primaria, che resta comunque quella di tutelare l’ambiente": è netta la bocciatura da parte del delegato Abruzzo del WWF Luciano Di Tizio e dal presidente regionale di Legambiente Giuseppe Di Marco sulle proposte di emendamento alle misure di salvaguardia varate dal commissario De Dominicis. "Il testo predisposto dal commissario – spiega Di Tizio – rappresentava già una concessione alle realtà locali. Nella proposta della regione si va oltre e si delinea quello che appare come un parco burletta, nel quale i sindaci e l’ANAS possono dichiarare “di rilevante interesse pubblico” qualsiasi strada e cementificare a proprio piacere. Non ci dimentichiamo che questa è la Regione che ha già devastato un tratto integro di costa con una strada, la Postilli-Stazione di Tollo, perfettamente inutile alla collettività". "C’è anche di peggio – aggiunge Di Marco - quando si pretende di far salvi gli strumenti urbanistici solo adottati e non ancora approvati: una scelta in contrasto con la legge quadro sui parchi oltre che con il buon senso. È evidente che lo stallo di questi 15 anni è dovuto all'incapacità di guardare oltre le ragioni del cemento che al pari del petrolio attanaglia la nostra regione in un'ottica di bad economy". L’impressione di WWF e Legambiente è che "la politica locale, non potendo più fermare il Parco, lo voglia svilire per la sostanziale miopia politica di chi continua a coniugare lo sviluppo del territorio principalmente con l’occupazione del suolo e il cemento mentre occorrerebbero piani regolatori a zero consumo di suolo, piani di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici, azioni di riqualificazione e rigenerazione urbana e una tutela del paesaggio agrario che è parte fondamentale del brand turistico della costa dei Trabocchi. Tutto ciò rende ancora più palese quanto fosse strumentale la discussione sui pericoli per l'agricoltura: è facile chiedersi difronte a questo potenziale scenario quanto di questo suolo tra cinque anni resterebbe a disposizione degli stessi agricoltori. Bisogna invece guardare al futuro e alla green economy come scelte che diano finalmente risposta a scommesse da troppo tempo disattese e che costituiscano il futuro per l'intero territorio e per le nuove generazioni affinché abbiano la possibilità di un'occupazione possibile e fuori dai vecchi schemi che sono la causa della crisi che ci ha avvolti, non certo la soluzione. La richiesta che le due associazioni rinnovano ancora una volta è che la Presidenza del Consiglio dei Ministri vari l’atteso decreto sulla base di quanto disposto dal commissario e non di chi sta cercando di salire in corsa su un treno che ha avuto a disposizione e ignorato per 15 lunghi anni. Circa la governance sarà bene ricordare infine che, legge alla mano, il consiglio del Parco è composto da otto membri la metà dei quali scelti dai Comuni del territorio. Nel Parco Nazionale della Costa Teatina ci sono otto comuni, uno su due sarà nel consiglio, ma forse, dati i precedenti, i nostri politici non saranno capaci neppure di mettersi d’accordo su questo..."

Ultima modifica il Venerdì, 29 Gennaio 2016 17:55

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