Le previsioni sul valore futuro sono ancora più rosee rispetto al passato. C’è chi ipotizza che sarà il 2026 l’anno in cui bitcoin toccherà la soglia dei 100 mila mentre altri sostengono che potrebbe avvenire anche prima, con valori compresi tra 120 e 150 mila euro. Ciò dipenderà molto dall’evoluzione tecnologica e dall’utilizzo sempre più massiccio della tecnologia blockchain associata alle criptovalute. Quanti più esercizi commerciali, ristoranti, siti scommesse bitcoin e professionisti di qualsiasi settore inizieranno ad utilizzare la tecnologia della catena di blocchi tanto più in alto salirà il valore del bitcoin e delle altre criptomonete.
Ma in che modo può essere utilizzata questa tecnologia? Gli ambiti di applicazione sono numerosi e perfettamente integrabili con il nostro stile di vita. Ad esempio, le criptomonete vengono già utilizzate come principale metodo di pagamento tra i casino stranieri più avanzati. Piattaforme di gioco dove l’unica moneta accettata è quella virtuale e anche i giochi sono programmati per ragionare in termini di criptomonete. Spesso questi concessionari online sviluppano anche il proprio token, un “gettone” virtuale utilizzato per effettuare acquisti sul sito, accedere a bonus e promozioni, sbloccare livelli e molto altro ancora.
In fondo un token non è nient’altro che una criptomoneta che, nel caso dei siti scommesse e dei casinò online, viene riconosciuta solo da questi, nel caso di Bitcoin, Ethereum, Solana, ecc., viene riconosciuta dalla massa come moneta utile alla compravendita. Da qui stanno nascendo sempre più le attività commerciali che accettano pagamenti in criptomonete. Ristoranti, autoconcessionari, e-commerce, ad esempio, ma anche grandi multinazionali e società sportive si stanno orientando in quella direzione.
Ha fatto notizia recentemente il Rimini calcio, che ha permesso agli investitori di comprare una parte delle quote societarie pagando in criptomonete, o anche Lionel Messi, che aveva stipulato un contratto ibrido con la sua ex squadra per ricevere una parte di stipendio in criptomonete, e sono in molti a ipotizzare un futuro fatto di compravendite di calciatori attraverso monete virtuali acquistabili direttamente sul sito della società da parte dei propri tifosi. Cose che, ad oggi, ci sembrano fantascientifiche.
Il potere della tecnologia blockchain, però, non si limita a questo. La vera colonna portante che sta alla base del bitcoin è il sistema dei registri digitali condivisi con il quale avvengono le transazioni. Detto in parole povere: si tratta di una struttura digitale di pubblico dominio dove ogni movimento viene aggiunto in sequenza, come una catena di blocchi appunto, senza possibilità di modificare il blocco precedente. Questo rende ogni transazione irreversibile e immodificabile.
Ciò significa che, oltre alle transazioni economiche, sarà possibile stipulare in autonomia anche contratti di lavoro, passaggi di proprietà, atti notarili, ecc., senza dover passare per un intermediario ma semplicemente creando un contratto digitale tra le parti. La visione finale delle criptomonete e della blockchain è proprio quella di eliminare il controllo centrale di banche e stati, lasciando piena autonomia alle persone e alle società. Potrebbe sembrare un sogno utopico allo stato attuale, ma se ci guardiamo attentamente intorno ci possiamo rendere conto che il passaggio è già avvenuto ed è più reale di quanto possiamo immaginare.



