Il Comune di Pescara ha attuato il 22 dicembre il Piano freddo, questo è un gesto che ha tutto l'appoggio della società: tante persone che abitano la stazione tutto l'anno per l'inverno devono avere un rifugio. Sono ospitati in hotel così potranno godere di pasti caldi e un letto comodo. Può solo riempire di orgoglio e commozione i cittadini di Pescara.
Questa mattina, vigilia di Natale, alle 11,30 circa, passeggiando per la stazione della città Dannunziana, un mezzo del Comune ritirava le coperte dei homeless, che erano tutte piegate, con i cartoni, sulla soglia di una porta nascosta (foto), sotto uno dei tunnel.
Quello che per noi, persone che vivono con tutti comforts in casa e si lamentano, sono coperte e i cartoni, per i senzatetto sono casa, letto, rifugio. E il Comune ha deciso di gettarle.
A monitorare la situazione c'era, come previsto del regolamento, un agente della Polizia Municipale il quale ha confermato che le coperte erano dei senzatetto e venivano buttate via. E alla domanda: come faranno dopo quando non saranno più in hotel? Ha rassicurato che ci sono a Pescara tante associazioni pronte a fornire nuove coperte per loro.
E anche questa è una notizia che dà sollievo.
Nel chiedere le ragioni di questa decisione, l'agente ha sorprendentemente risposto: "eh poi i giornalisti... sa come fanno..."
Benvenga che ci siano nuove coperte per chi vive in stazione e non ha una casa, però le considerazioni sono veramente tante: la prima è se loro sono al corrente che la "loro casa" è stata gettata via.
Nel caso sia stata un'operazione di cui i senzatetto sono ignari, il Comune avrebbe potuto far lavare le coperte e custodirle per quando non avranno un luogo che li accolga.
La seconda. Alcune di queste coperte, forse, per i proprietari, che avevano solo quegli averi, rappresentavano un ricordo, avevano nascosto qualcosa a cui tenevano, chissà.
Se è vero che il Piano freddo sia stata un'idea intelligente, d'altra parte veder buttare via quelle coperte nella vigilia di Natale ha innescato diverse riflessioni.
Concludere con il rimarcare che il Natale di solidarietà dovrebbe essere tutti i giorni, con rispetto soprattutto e compassione per chi vive la vita in modo diverso, risulterebbe retorico, ma ripetere giova in alcuni casi.
L'auspicio è che i proprietari delle coperte sappiano che siano state buttate via e abbiano dato il proprio assenso nel farlo.
E infine: nessun giornalista si permetterebbe mai di criticare o puntare il dito verso le coperte di senzatetto riposte in un angolo.
Anche noi abbiamo un cuore, soprattutto queste situazioni, sono sicura toccano anche i più cinici e indifferenti.
Buona Natale a tutti con affetto
Angela Curatolo.



