“I tecnici, i professionisti, gli esperti in materia igienico-sanitaria e ambientale devono uscire allo scoperto e prendersi la responsabilità di dire la verità alla gente. Oggi le acque del mare non sono più inquinate degli ultimi decenni, ma sul web monta la psicosi che danneggia il turismo e allora le istituzioni e i professionisti del settore (medici, Arta e Asl) devono avere il coraggio di esprimere un giudizio, di dire la verità: non bisogna né allarmare, né minimizzare.” Il consigliere di Montesilvano Protagonista presidente della commissione lavori pubblici Mauro Orsini in una nota afferma “Si parla di innumerevoli ricoveri di bambini al pronto soccorso per malattia alla pelle: tante fandonie, i soliti ricoveri per le esposizione al sole o altre cause che oggi vengono attribuite al mare; viceversa se dico stronzate mi smentissero i medici ospedalieri e i dermatologi.” Fa presente “In altre località (Rimini, la Versilia…), dove le acque non sono migliori delle nostre hanno l’intelligenza di non esasperare il fenomeno per continuare a ricevere turisti che producono crescita, sviluppo e occupazione. “
“Quale rappresentante delle istituzioni e a nome della maggioranza vorrei esprimere la mia desolazione e il mio disappunto per le voci false e tendenziose che si diffondono in special modo sui social circa l’alto livello d’inquinamento del mare di Montesilvano.” Si legge inoltre: “La stagione appena iniziata è stata accompagnata da un susseguirsi di notizie distorte ed esagerate che hanno trovato terreno fertile sul web e che hanno fatto da cassa di risonanza per allarmare i cittadini e i turisti ai quali è stata trasmessa la psicosi di fare il bagno nel mare a causa dell’inquinamento delle acque.” Ed in particolar modo “Foto di topi, escrementi e immondizia fotografati e trasmessi in rete stanno creando un grave e pericoloso fenomeno d’allarmismo che mai si era registrato in città, con effetti negativi sul turismo e sull’economia a causa delle bassa presenze di bagnanti che mai si era registrato negli ultimi anni.”
Alcuni titolari di stabilimenti balneari riferiscono che “turisti, allarmati, manifestano agli operatori turistici la loro paura di fare il bagno in mare per avere appreso cattive notizie sulla balneabilità delle acque. Una vera e propria psicosi d’inquinamento che allontana dalle spiagge anche i locali dopo aver perso i turisti a causa della mala gestione politica degli ultimi decenni che ha reso la città squallida, insicura e invivibile.”






