La regione Abruzzo tiene a precisare che i cinque Comuni abruzzesi indicati nel decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri approvato giovedì scorso (Montereale, Capitignano, Campotosto, Valle Castellana e Rocca Santa Maria) hanno ottenuto per ora soltanto il differimento del pagamento dei tributi; il Consiglio dei Ministri non ha ancora definito la cosiddetta “area del cratere” dei danni tecnicamente in accertamento ad opera del personale dei Comuni, della Regione e della Protezione civile; i Comuni che hanno riportato danni durante il sisma saranno coperti amministrativamente e finanziariamente per la ricostruzione dopo verifica puntuale da parte delle strutture competenti. La Regione Abruzzo è impegnata serratamente su questo fronte - come avvenuto anche ieri a Palazzo Chigi - utilizzando tutta l’esperienza acquisita.
I dati aggiornati alle ore 15 del 26/8 – Snam: “non si sono registrati né danni né interruzioni “
I Comuni abruzzesi per i quali ieri la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha decretato lo Stato di emergenza sono cinque: Campotosto, Capitignano, Montereale, Valle Castellana e Rocca S. Maria.
Questo il dettaglio dei danni riscontrati dai tecnici dei singoli Comuni e comunicati al Genio civile della Regione:
CAMPOTOSTO: vari edifici danneggiati, 2 edifici pubblici danneggiati;
CAPITIGNANO: un edificio pubblico danneggiato e un edificio privato inagibile;
MONTEREALE: danneggiato l’80% degli edifici nella frazione di S. Lucia; il 30% ad Arringo; il 20% a Castiglione; il 30% a Verrico; il 30% a Colle Verrico; il 30% a S. Vittoria; 3 gli edifici con crolli, 18 da mettere in sicurezza e 4 edifici pubblici danneggiati; emesse ordinanze per divieto uso acqua potabile e accesso chiese. Montate 3 tende da campo per complessivi 30 posti letto, attivata una pompa di calore.
ROCCA S. MARIA: 5 edifici pubblici danneggiati;
VALLE CASTELLANA: 30 edifici danneggiati; 15 gli edifici con crolli, 5 gli edifici pubblici danneggiati, sfollati 20 residenti e 15 non residenti.
In ultimo da segnalare che Snam fa sapere “non si sono registrati né danni né interruzioni di esercizio sui gasdotti e le infrastrutture che gestisce nelle zone interessate, come ad esempio il metanodotto Chieti - Rieti, così come avvenuto anche in occasione dei terremoti di maggior rilevanza che si sono verificati in Italia negli ultimi quarant’anni, incluso in Abruzzo, dove sono presenti circa 3.000 km di gasdotti. Relativamente al progetto Rete Adriatica, il tracciato del metanodotto e l’ubicazione del relativo impianto di compressione sono comunque stati definiti scegliendo i lineamenti geomorfologici più sicuri e, in ogni caso, il più possibile lontani dalle aree interessate anche solo potenzialmente da dissesti idrogeologici o sismici.”



