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Martedì, 13 Settembre 2016 16:12

Torre del Cerrano. La luce senza "fili": esperimento riuscito

Scritto da Red En
Torre del Cerrano. La luce senza "fili": esperimento riuscito foto @La Meg

Fra i prossimi progetti quello della "rigenerazione" delle piattaforme petrolifere trasformandole in presidi di ricerca e salvaguardia ambientale

 

Nei giorni scorsi alla Torre del Cerrano - presidio dell'Area Marina Protetta fra Silvi e Pineto- si è svolto un esperimento che ha condotto all'accensione di una lampadina da 30 w senza utilizzare la rete elettrica, sfruttando l'energia degli elementi ambientali secondo il principio della cosiddetta "risonanza reciproca". 

L'esperimento è stato realizzato da ReS On Network, istituto internazionale di ricerca e sviluppo che si occupa di reti ed energie del futuro e che fra le altre cose produce il format divulgativo "La Scienza In Valigia". Il direttore scientifico di ReS, Marco Santarelli, ha sviluppato il progetto "Elastic Energy" in team con esperti internazionali e con l'endorsement del programma Netonets, di cui sono autori Gregorio D'Agostino di Enea e Antonio Scala di Cnr.

In questo momento la trasmissione dell'energia senza fili è la frontiera della ricerca in tutto il mondo perchè eliminare i "cavi" renderà i nostri dispositivi e tutto ciò con cui interagiamo molto più efficiente, pratico e decisamente meno costoso. Lo aveva già dimostrato Nikola Tesla, al quale è stata dedicata la serata,  alla fine del '900, ma lo scienziato fu fortemente osteggiato dalle grandi società di produzione e distribuzione elettrica proprio perchè ipotizzava una "energia democratica" a costo zero, sfruttando la risonanza delle onde elettromagnetiche. 

Invece che da un dispositivo di rete, l’energia è stata prodotta e "trasportata" da un mix energetico (catturata da elementi ambientali e restituita con celle fotovoltaiche) con questo sistema è stata accesa una lampadina di 30 W.  L’esperimento è stato diviso in stazioni. La prima stazione è stata posta nell’area dell’AMP in mare, con boa dedicata, e un canotto con pannello fotovoltaico a bordo. E' stata generata una rete elettrica  che a sua volta ha alimentato un campo magnetico. A questo punto, le onde prodotte sono arrivate alla seconda stazione a terra (quella a cui è stata collegata l’apparecchiatura) che l'ha trasferita alla terza e alla quarta: quest'ultima l'ha convertita in elettrica, alimentando i dispositivi in wi-fi.

"E' arrivato il momento di stravolgere le nostre abitudini di vita anche grazie a robotica,  applicazioni senza cavi  e divulgazione scientifica seria e interdisciplinare, sfruttando al meglio quello che l'ambiente ci fornisce gratuitamente - ha dichiarato Marco Santarelli - Personalmente sia con il brevetto di BiroRobot, monitoraggio real time dei consumi energetici, sia con quello dell'energia senza cavi, sto cercando di dimostrare ad un vasto pubblico che dalla scienza arrivano le soluzioni per abbattere i costi e l'inquinamento ambientale; nel prossimo futuro il costo dell'energia, luce e calore, potrà essere quasi zero".

All'esperimento hanno assistito oltre un centinaio di persone e numerosi rappresentanti istituzionali; oltre al presidente e al vicepresidente dell'Area Marina, Leone Cantarini e Fabiano Aretusi, c'erano le assessore Laura Traini del Comune di Pineto e Maria Grazia Marinelli del Comune di Silvi; la presidente dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale Abruzzo e Molise, Manola Di Pasquale. La serata è stata condotta dalla giornalista Pina Manente.

Hanno partecipato alla serata anche il giornalista Antonio Paolini e il presidente della Fondazione Dan Europe, Alessandro Marroni che insieme all'Area Marina Protetta e a Marco Santarelli stanno lavorando al progetto Ri-Triv (rigenerazionale delle trivelle); un'idea che parte dall'idea di riconvertire a "parco ambientale" una delle piattaforme petrolifere al largo dell'Adriatico. Le modalità di smantellamento delle piattaforme possono arrecare ulteriore danno all'ecosistema marino: l'idea è quella di trasformarle in un presidio di attività ad alto valore ambientale aggiunto. Fra le attività che vi si possono svolgere: ricerca medico-scientifica in ambienti estremi, orto sottomarino, affinamento di vini in mare, educazione ambientale, hub per la produzione di energia rinnovabile.