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Lunedì, 07 Novembre 2016 15:26

Abruzzo-Lago di Barrea ridotto a una pozzanghera

Lago di Barrea, foto scattata a fine ottobre Lago di Barrea, foto scattata a fine ottobre

La denuncia del WWF: il prezioso ambiente lacustre di nuovo a secco

 

 

L’appello: si prendano le necessarie precauzioni per proteggere habitat di interesse internazionale

 

Sembra quasi un appuntamento fisso: ogni anno in questo periodo il Lago di Barrea viene ridotto quasi a una pozzanghera per una drastica riduzione del livello dell’acqua a causa delle azioni di manutenzione da parte del gestore della diga, che puntualmente lasciano la vasta area praticamente a secco!

Il Lago di Barrea, situato nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, è tutelato da norme internazionali e nazionali e rappresenta un ecosistema d’acqua dolce di cruciale importanza, in particolare per l’avifauna acquatica e gli uccelli migratori (vedi scheda in calce al presente comunicato).

Negli anni sulla questione della diga si sono susseguiti incontri e interventi, che evidentemente non hanno portato ai risultati sperati, poiché, ancora una volta ci si ritrova ad assistere al prosciugamento del lago. Quest’anno anzi, alle consuete operazioni di manutenzione, si aggiunge, probabilmente, la realizzazione di un nuovo progetto per la realizzazione di un impianto idroelettrico già approvato dalla Regione.

Indipendentemente dal tipo di azione in programma, non si può in alcun modo trascurare l’impatto cui da anni un ecosistema di pregio, quale quello del lago di Barrea, viene sottoposto: il drastico abbassamento annuale del livello dell’acqua determina uno stress ambientale ed ecologico per le specie legate all’ambiente umido che in letteratura viene ben definito come dannoso.

Le aree umide devono essere tutelate, in quanto ambienti dall’elevato pregio naturalistico.  La naturalità delle sponde permette ad esempio l’insediamento di forme complesse di vegetazione ripariale, che rappresentano l’anello di congiunzione tra l’ambiente acquatico e quello terrestre e svolgono l’importante funzione di corridoio ecologico per il movimento della fauna. Cambiamenti anche minimi possono causare la rapida scomparsa di specie caratterizzate da particolari adattamenti fisiologici e comportamentali.

Il Lago è in aree ZPS e SIC. Ebbene nelle ZPS vigono i criteri minimi specifici di gestione e rispetto agli ambienti umidi e viene definito “l’obbligo di monitoraggio del livello idrico delle zone umide, in partico­lar modo durante la stagione riproduttiva delle specie ornitiche presenti, al fine di evitare eccessivi sbalzi del medesimo”. L’Allegato E delle Linee Guida per la redazione dei Formulari del SIC, tra le attività e i fenomeni che influenzano lo stato di protezione del sito, indica invece espressamente tra le modifiche da parte dell'uomo delle condizioni idrauliche, proprio la gestione del livello idrometrico (cod. 853).

 

«Quello del periodico parziale prosciugamento del lago – dichiara il Delegato del WWF Abruzzo, Luciano Di Tizio – è un problema che non si può continuare a trascurare: in tutti questi anni non è stato organizzato né un monitoraggio né un’osservazione per la valutazione del danno ambientale prodotto dalle consistenti variazioni del livello idrico del lago. Una situazione del genere, all’interno di un Parco nazionale, in un’area segnalata da strutture internazionali per l’elevato pregio naturalistico, non può essere oltremodo tollerata. È necessario che vengano rispettate le norme europee innanzitutto effettuando adeguati studi sull’impatto che le manovre effettuate sulla diga provocano sugli ecosistemi».

Il WWF Abruzzo chiede con forza che si intervenga immediatamente per controllare quanto attualmente sta accadendo sull’ambiente lacustre del lago di Barrea, che il Parco metta al primo posto nella sua agenda questa problematica e che si arrivi a un accordo con il gestore che possa da un lato garantire il funzionamento dell’impianto e le imprescindibili misure sulla sicurezza, ma che non vada a ledere ecosistemi che la Comunità internazionale chiede di tutelare in quanto valori di interesse generale.

Il Lago di Barrea è l’unica zona Ramsar (zona umida di importanza Internazionale) presente in Abruzzo e rappresenta anche la più ampia zona umida nel settore biogeografico alpino dell’Appennino centrale. È inserito all’interno dell’IBA (Important Bird Area) del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise; si trova nella Zona di Protezione Speciale (ZPS) IT7120132 e nel Sito di Importanza Comunitaria (SIC) IT7110205, istituiti ai sensi delle Direttive 92/43/CE e 2009/147/CE.

Rappresenta un ecosistema d’acqua dolce fondamentale per molteplici componenti naturalistiche, in particolare per l’avifauna acquatica e gli uccelli migratori che sulle sponde del lago trovano siti di rifugio e risorse trofiche necessarie alla loro sopravvivenza.

Sulle sponde del lago crescono salici e pioppi, e diverse sono le specie di pesci che ne abitano le acque: Ciprinidi, Salmonidi e Percidi. Tra queste la più rappresentata è la famiglia dei Ciprinidi con 8 specie, seguono i Salmonidi e i Percidi con una specie ognuna. Si possono citare in particolare Barbo comune e Alborella meridionale. È un habitat favorevole al prezioso gambero di fiume, la cui presenza è stata accertata, ed è potenzialmente idoneo a ospitare anche la lontra.

Tra gli uccelli più interessanti e osservabili intorno al lago ci sono: Rigogolo, Balia dal collare, Germano reale, Alzavola, Piro piro piccolo, Gallinella d’acqua, Nibbio bruno e Succiacapre.

 

 

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