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Sabato, 11 Febbraio 2017 18:51

Serie A. Torino - Pescara, poi mancano ancora 15 partite. Analisi è d'obbligo.

Oddo Oddo

Domani il Pescara sarà impegnato allo Stadio Olimpico Grande Torino contro i granata di mister Mihajlovic e del gallo Belotti, inizio ore 15:00. La settimana, però, è stata animata dai fatti di cronaca riguardanti il presidente Daniele Sebastiani. Comprensibile l'indetto silenzio stampa.

 

 

Scontata ma doverosa la nostra solidarietà al numero uno della società biancazzurra, vittima di un atto vile e vandalico, che nulla ha in comune con i valori dello sport. L’amarezza di un’annata storta è tanta e questo girone di ritorno sarà caratterizzato più dalle vicende societarie – nel merito delle quali non entriamo – che dalle questioni di campo. Per amore di questo gioco ed immaginando un orizzonte lungo sebbene di serie B, l’unica reale domanda che dobbiamo porci è la più triste: cosa si fa per le prossime 15 partite?

Prima possibile risposta: ci si ricompatta tutti e si tenta una quasi impossibile scalata. Naturalmente si scherza, non dimentichiamoci che in fondo, anche noi, stiamo giocando. Ciò che fa specie, però, è che a rendere risibile la sola idea di salvezza non è, a ben vedere, la sola situazione di classifica (in palio ci sono ancora 45 punti), ma la totale inadeguatezza della squadra ad affrontare una qualsiasi delle rivali di serie A. Se fino a poco tempo fa era lecito chiedersi se esistesse un modo per vincere otto, poi nove, poi dieci partite, oggi l’unico interrogativo da porsi è come possa fare il Pescara a vincere una partita delle quindici mancanti, al solo e mesto fine di non abbattere ogni ipotizzabile record negativo. Ma torniamo a chiederci cosa fare da oggi alla fine del campionato. Per prima cosa, senza contingenze di classifica, è opportuno avviare serie analisi per comprendere gli errori che hanno condotto i biancazzurri a questa situazione. Ad esempio, in queste ore sconnesse è notizia marginale la mancata convocazione di Bahebeck, Gilardino, Campagnaro e Bovo per infortunio. Se, come ci viene spiegato spesso, l’insorgenza di infortuni è dovuta a traumi di vario genere e rientra nella media di una società di calcio professionistica, l’aspetto che stupisce e preoccupa è la lunghezza dei tempi di recupero, all’apparenza eccessiva. Noi, dall’esterno, mai potremmo azzardare opinioni, ma chi gestisce un’impresa calcio come il Pescara non può permettersi – nel senso squisitamente economico del termine – problematiche di questo tipo.

Altro nobile modo di impiegare il resto del campionato sarebbe quello di dare spazio ai giocatori di proprietà biancazzurra, unica ancora di salvezza – come è normale che sia – delle piccole squadre. Spazio ai giovani, dunque, persino ai giovanissimi della primavera. Tanti i talenti spesso per emergenza aggregati alla prima squadra: Del Sole, Maloku, Delli Carri, e non solo. Vediamoli all’opera, potrebbero suonare qualche melodia leggera (ricordate il gol di Vittiglio?).

Nota che ormai definiremmo di colore: Gyomber non convocato per motivi disciplinari. Sembra, infatti, che abbia avuto un acceso diverbio con Oddo durante l’allenamento di ieri, così il mister avrebbe deciso di non convocarlo perché il difensore non si sarebbe scusato nella rifinitura di oggi. In difesa i titolari saranno Stendardo e Coda ma noi, per quanto detto prima, speriamo di vedere Maloku. Avremmo qualcosa di cui parlare.

Probabili formazioni:

Torino (4-3-3): Hart; De Silvestri, Ajeti, Moretti, Barreca; Benassi, Lukic, Obi; Falque, Belotti, Ljajic. Allenatore: Sinisa Mihajlovic.

 

Pescara (4-3-2-1): Bizzarri; Zampano, Stendardo, Coda, Biraghi; Verre, Brugman, Memushaj; Kastanos, Benali; Caprari. Allenatore: Massimo Oddo.

 
 
 
Ultima modifica il Sabato, 11 Febbraio 2017 19:10