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Mercoledì, 10 Maggio 2017 18:27

Professionisti più ricchi, commercianti più poveri. Parlano le dichiarazioni dei redditi.

Così riferiscono gli studi di settore

 

Almeno stando alle dichiarazioni dei contribuenti soggetti agli studi di settore. Al top per reddito i professionisti (44.310 euro, +6,5% rispetto al 2014), seguiti dai contribuenti del settore delle attività manifatturiere (37.440 euro, +15,5% sul 2014) e dal settore dei servizi (27.510 euro, +12,8%), mentre il reddito medio dichiarato più basso risulta nel commercio (22.510 euro, che comunque presenta l’aumento più evidente, pari al 18,0%).

Nel 2015 il reddito totale dichiarato dai contribuenti soggetti agli studi di settore è stato pari a 107 miliardi di euro e mostra un andamento positivo rispetto al 2014 (+5,3%), stando a quanto emerge dalle statistiche e analisi diffuse dal Mef relative al periodo d’imposta 2015.Il reddito medio dichiarato risulta pari a 28.600 euro per le persone fisiche (+10,3%), a 40.340 euro per le società di persone (+9,1%) e a 31.980 euro per le società di capitali ed enti (+19,6%).

L’applicazione degli studi di settore nel 2015 ha riguardato 3,4 milioni di soggetti (63,9% persone fisiche) in calo (-5,8%) rispetto all’anno precedente a causa principalmente dell’introduzione del nuovo regime forfettario che non prevede l’applicazione degli studi di settore per i soggetti che hanno aderito al regime semplificato. I ricavi/compensi totali dei contribuenti sottoposti agli studi di settore, riferiti all’anno di imposta 2015, sono risultati pari a 718 miliardi di euro, con un lieve aumento rispetto al 2014 (+0,6%) e andamenti lievemente differenziati tra i settori: quello dei servizi mostra l’incremento maggiore (+1,3%), seguito dal settore delle attività professionali (+0,7%) mentre i settori del commercio e del manifatturiero mostrano aumenti contenuti (+0,1%).

Analizzando le composizioni percentuali dei valori dichiarati si evidenzia che le società di capitali, pur dichiarando la metà del totale dei ricavi/compensi (52%), dichiarano solo il 18% del totale dei redditi; al contrario le persone fisiche, pur dichiarando solo il 27% dei ricavi o compensi totali, dichiarano il 58% dei redditi totali.

Queste quote percentuali, riflettendo la specifica struttura produttiva delle diverse forme giuridiche dei contribuenti, sono in linea con quanto evidenziato lo scorso anno. Un confronto tra i livelli di reddito medio dei soggetti congrui e non congrui mostra differenze molto elevate: escludendo i soggetti di minori dimensioni, si passa complessivamente da un reddito medio di 48.070 euro per i soggetti congrui ad reddito medio di 4.490 euro per quelli non congrui. Adnkronos

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