Poesia
Estrapolata da "Il vero amore non ci è concesso", una poesia di E.E. Siddal, moglie del celebre Gabriel Dante Rossetti ( padre del movimento preraffaellita); una modella, artista, poetessa, la cui creatività fu offuscata, immeritatamente, dalla passione per suo marito. Un uomo vinto dalla vita, dalla sua debolezza, dall'alcool, dal laudanio, capace di riaprire, persuaso dal suo editore, la cassa in cui giaceva, sotto terra, il feretro della Siddal, per riappropriarsi di un manoscritto di poesie, scritto, a suo tempo, per lei.
Non piangere mai per un amore finito
poiché l'amore raramente è vero
ma cambia il suo aspetto dal blu al rosso,
dal rosso più brillante al blu,
e l'amore destinato ad una morte precoce
ed è così raramente vero.
Non mostrare il sorriso sul tuo grazioso viso
per vincere l'estremo sospiro.
Le più belle parole sulle più sincere labbra
scorrono e presto muoiono,
e tu resterai solo, mio caro,
quando i venti invernali si avvicineranno.
Tesoro, non piangere per ciò che non può essere,
per quello che Dio non ti ha dato.
Se il più puro sogno d'amore fosse vero
allora, amore, dovremmo essere in paradiso,
invece è solo la terra, mio caro,
dove il vero amore non ci è concesso.



