Esiste un'arte che non è quella classica dell'immaginario comune,esiste un'arte lontana dalle tele e dagli acquerelli: è la Street Art o, in italiano, arte di strada. La Street Art nasce come voce del popolo, come sommossa popolare contro le ingiustizie delle proprie realtà cittadine, come modo di risaltare aree dimenticate e valorizzare il contesto urbano. A tale potenza espressiva non è rimasta indifferente Montesilvano. Alla sala consiliare del comune di Montesilvano si è tenuta oggi, Sabato 22 Settembre 2018, la presentazione di un nuovo intervento in linea con la politica d'arte moderna seguita dal comune abruzzese. Si tratta infatti di un'opera dell’Amministrazione Comunale in collaborazione con il Collettivo Pepe (associazione culturale nata nel 2014) nel sottopasso di via Aldo Moro, con l'apporto dell’esperienza e dell'abilità dell'artista internazionale di origine veneta Peeta.
A presenziare l'incontro vi sono stati il Sindaco Francesco Maragno, il presidente della commissione cultura di Montesilvano Alessandro Pompei, il Collettivo Pepe, l'artista romana Alessandra Arpino, il presidente degli affari istituzionali, amministrativi, generali Adriano Tocco e Camillo Bosica, presentante anche lui una iniziativa collegata al tema denominata “lo dico con un murales”.
“L'arte stimola la riflessione” ha esordito cosi il Sindaco spiegando come l'investimento sulla cultura può portare a risultati molto positivi sia a livello economico che a livello culturale e valorizzante il territorio. I benefici collegati ad un progetto del genere, secondo le sue considerazioni, sono di due tipi: da un lato la valorizzazione di aree disagiate e dall'altro il risparmio di molti fondi potendo contare sulla collaborazione di artisti cittadini e non ( che sia una tirata d'orecchie al precedente lavoro collegato a tale iniziativa di via Rimini? Dove vi furono destinati ben 13 000€ ).
La parola poi è passata ad Alessandro Pompei che ha spiegato ai presenti le motivazioni radicate in un progetto cosi longevo e pieno di iniziative. Lo scopo è di “destagionalizzare” il turismo montesilvanese facendo ricordare ai futuri ospiti della città che essa non è solo sito di mare e che c'è altro dietro. Egli ha ricordato quali passi sono stati fatti come la già citata opera in via Rimini denominata il “Selvaggio” rappresentata da un altro artista noto di nome PixelPancho e l'opera ad iniziativa privata finanziata da alcuni giovani intenti a realizzare un murales che celebrasse lo scomparso Alessandro Panaccio in Viale Abruzzo.
Maura di Marco, membro del Collettivo Pepe, ha esposto le motivazioni che hanno portato alla nascita del suo gruppo di lavoro.
“Siamo felicissimi” è stato il suo esordio. La ragione che ha spinto lei e i suoi collaboratori ad unirsi in quell'ormai lontano 2014 è la volontà di valorizzare l'arte e la creatività abbracciando nel 2016 il mondo Street Art, che potrà far veicolare il turismo, dando alla città opportunità di offerta per chi viene a visitarla, e far godere del “bello” nelle zone in cui di bello purtroppo non vi è nulla. Una sorta di aiuto psicologico per le persone costrette a vivere in certe condizioni. Alessandra Arpino, artista street, nota nella realtà romana, ha sottolineato la positività di questa collaborazione con il Comuneper la nuova opera,“ Peeta sa coniugare lo stile Writing classico con la forma dell'arte pubblica riuscendo cosi ad ottenere molti più consensi e spettatori”. Peeta quindi si dovrà confrontare per la prima volta con la realtà montesilvanese abbracciando questa nuova sfida.
Nella conferenza è poi intervenuto Camillo Bosica per esporre il progetto “lo dico con un murales” nato con lo scopo di promuovere nella maniera più originale e gioviale il tema della donazione del sangue ( essendo lui membro dell'associazione volontaria del sangue a Pescara). Per tale progetto sono stati realizzati già 4 murales in 3 comuni.
Street art, arte da strada o qualsiasi altro nome si voglia chiamarla è una voce, un richiamo, un sussulto che vuole puntare i riflettori su contesti e situazioni trascurati. Si vedrà il beneficio in futuro di tale iniziativa e se Montesilvano agli effetti abbia bisogno di un tale mezzo comunicativo, forse ignara di quante bellezze possa offrire a chi viene da fuori senza bisogno di cambiar volto alle sue mura.






