Campagnaro ha una lesione muscolare al polpaccio, si poteva prevedere? Certamente, solo si sperava non accadesse così presto. Facendo qualche calcolo ci si accorge come il “Toro di Moron” abbia giocato 270 minuti sui 1170 disponibili, ovverosia circa il 23% di un ipotetico massimo impiego. Se, sulla base di questi dati, stimiamo il possibile minutaggio dell’argentino a stagione conclusa, scopriremo che, arrotondando per eccesso, avrà giocato 10 partite intere, o 20 metà. Questa rapida e insolita incursione nel mondo dei numeri ci serve solo per ufficializzare quanto già l’impressione poteva intuire: Fornasier è l’effettivo titolare al centro della difesa, mentre Campagnaro è un maestoso lusso talvolta godibile. Se Bunoza è, come sembra, poco avvezzo alla continuità di presenze, il noioso problema dell’emergenza difensiva è destinato a riproporsi inesorabile, settimana dopo settimana. Urge un intervento deciso sul mercato.
La partita di Como ha dimostrato come si possa vincere anche giocando male, tuttavia è necessario che situazioni come quella di domenica siano del tutto accidentali. Guai a scordarsi che giocando bene le probabilità di ottenere tre punti aumentano considerevolmente. “Ci sono squadre che ostacolano la nostra manovra e ci costringono a cambiare qualcosa”, spiega Oddo in conferenza. Come ogni giovane allenatore che fa delle idee il proprio punto di forza, il mister è stato studiato. D’ora in avanti ci aspettiamo intense sessioni di scacchi, vinte solo da chi saprà indovinare la mossa vincente. Naturalmente senza stravolgere l’impianto di base.
L’Avellino è una squadra di ottima fisicità, il Pescara si presenta con la “Banda Bassotti” in avanti. Tesser è un bravo allenatore e si schiererà 4-3-1-2, molto simile all’albero di Natale pescarese. Sarà una partita durissima. “Non siamo Watussi”, ammette il mister con una battuta, “sulle palle alte possono metterci in difficoltà. Se riusciamo a giocare palla a terra diamo fastidio a chiunque”. Tutto vero, soprattutto se, di fronte a una squadra con un solo uomo per fascia, si provi a sganciare i terzini con continuità. Allargare in determinati frangenti Benali e Caprari, così da creare pericolosi due contro uno su entrambi gli esterni, può rappresentare lo scacco matto di cui sopra.
Nel seguito della conferenza, Oddo impartisce lezioni: “In difesa siamo un po’ lenti, per questo è necessario accompagnare l’azione e restare alti, altrimenti si concedono troppe occasioni come a Como”. I continui paragoni con il passato stancano, ne siamo consapevoli, ma questo non si può tacere. Impossibile non ricordare Zeman che, come una sfinge con il sorriso, ammoniva la difesa di stare alta, sempre più alta, altrimenti si poteva subire gol.
Verre ha qualche problema, sarà valutato. “Se non è al 100% non lo considero nemmeno”, dichiara Oddo. Non dovesse farcela, il suo posto sarebbe occupato da uno tra Selasi e Torreira, con il ghanese favorito. Gli altri due giocatori di centrocampo saranno Memushaj e Mandragora. Il giovane di Scampia è reduce da grandi cose messe in mostra durante gli impegni con la nazionale U21, tanto da attirare l’interesse di grandi club europei, sempre un pelo in ritardo.
Ricapitolando: Fiorillo tra i pali, linea difensiva formata da Zampano, Zuparic, Fornasier e Crescenzi, centrocampo con Memushaj, Mandragora e uno tra Verre e Benali, Lapadula unica punta supportato da Benali e Caprari.



