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Venerdì, 25 Ottobre 2019 20:20

Pescara Benevento, si decide il futuro di Zauri.

Scritto da di Massimo Sanvitale

di Massimo Sanvitale

Domani, con inizio ore 15:00, il Pescara ospiterà il Benevento di Pippo Inzaghi allo Stadio Adriatico, per una partita che potrebbe rivelarsi decisiva per il futuro della squadra e di Zauri.

 

Il Pescara di queste prime giornate non convince nessuno, troppo poco quanto visto e i punti raccolti appaiono tutti generosi. Esiste un alibi infortuni, tuttavia nella bilancia delle valutazioni può dirsi quasi irrilevante. Eccedendo forse in severità, non sembra nemmeno possibile fornire giudizi credibili, si ha l’impressione di un confuso vortice di improvvisazione che spinge in basso ogni suo contenuto. La squadra, astrattamente, è buona ed infatti ha guadagnato dieci punti senza realmente meritarsene nessuno. Non sono – per noi – nemmeno condivisibili le critiche che la società e mister Zauri muovono nei confronti dei giocatori, accusati di atteggiamento sbagliato o persino di scarso impegno. La verità è che il proficuo utilizzo delle capacità polmonari ha quale presupposto la ferma certezza su alcune idee. Ne basterebbero poche, peraltro. Il problema è che questo Pescara le sta ancora cercando, in un ritardo che oggi è grave, ma che a breve sarà irreparabile.

Zauri ai microfoni vende una normalità farlocca, e fa bene. I continui colloqui con società e squadra, le dichiarazioni di un presidente Sebastiani raramente così esplicite in disappunto, un presunto “patto” per ripartire, sono eventi eccezionali per una situazione eccezionale. Mister Zauri, tuttavia, ha il diritto e forse anche il dovere di minimizzare: “Siete voi che date risalto a una normale chiacchierata dopo una sconfitta, noi abbiamo sempre parlato, in ritiro anche per tre ore. Anzi, si parla molto di più dopo le vittorie che dopo le sconfitte”. Poi ci si è soffermati sulla partita persa in casa contro lo Spezia: “Abbiamo giocato male per 25 minuti. Bene nel primo tempo e nel finale di partita”. Onestamente non possiamo che dissentire. Il Pescara ha giocato male l’intera partita, ma forse l’intera stagione sinora. Anche le partite vinte, infatti, sono state decise da episodi frutto del caso, mai da prestazioni convincenti. Ma noi crediamo che Zauri lo sappia molto bene, altrimenti non si spiegherebbe la sua idea – ventilata – di cambiare nuovamente modulo e tornare ad un più logico 4-3-3. La scelta sembra saggia, non perché la squadra si sia espressa meglio con la difesa a quattro, ma perché la presenza di ali consente di alzare il tasso tecnico – necessario se si è in difficoltà di manovra – e concede sbocchi all’ottimo centrocampo biancazzurro, con più soluzioni. Invero, il 4-3-3 è forse un augurio, in quanto alcune indiscrezioni vorrebbero Machin e Galano alle spalle di Brunori, costruendo un modulo più vicino ad un 4-3-2-1 o albero di Natale. La soluzione non convince, si è già visto Machin in difficoltà se spostato più avanti, inoltre si andrebbe a creare un modulo molto – forse troppo – orientato al centro.

Il Benevento è costruito per vincere, saranno tanti i tifosi al seguito. Inzaghi non è ancora riuscito a dare un’impronta di gioco frizzante, tuttavia la squadra appare tutto sommato a proprio agio in un 4-4-2 piuttosto classico, votato all’attacco più nelle intenzioni che nella realtà.

Mister Zauri è in discussione, tuttavia il calendario consente di ritenere il suo posto solido per le prossime e ravvicinate tre partite. Salvo, naturalmente, catastrofiche débâcle. Ad ogni modo occorre una radicale inversione di rotta, altrimenti si rischia solo di ritardare decisioni dolorose ma inevitabili.

Probabili formazioni:

Pescara (4-3-3): Fiorillo; Ciofani, Bettella, Scognamiglio; Masciangelo, Palmiero, Busellato, Memushaj; Galano, Brunori, Machin. All.: Zauri.

Benevento (4-4-2): Montipò; Maggio, Tuia, Caldirola, Letizia; Insigne, Hetemaj, Viola, Improta; Sau, Coda. All.: Inzaghi.

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