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Lunedì, 13 Luglio 2020 17:24

Abruzzo, ritorno a Rigopiano. Monte Siella in ricordo del Resort

Scritto da Luciano Pellegrini

Il 18 gennaio 2017, una slavina scivolò dalla cima di Monte Siella (2027 m) e si abbatté sull'albergo Rigopiano - Gran Sasso Resort, (1118 m), località situata nel comune di Farindola PE, causando 29 vittime.

La slavina si è incanalata in una ripidissima rava con una pendenza di circa il 43%, ha percorso circa 2.100 Km, con un dislivello di (897 m). Ha sradicato alberi, ha trascinato a valle sassi e rocce, ha distrutto il resort, (rifugio di lusso, ricco di piaceri e comfort, N.d.R.). Verosimilmente la slavina, da Monte Siella è scivolato verso sud/est, percorrendo l’aerea cresta, ha attraversato la valle cupa e poi, prima del Vado di Siella, si è diretta ad est, verso la Grotta dei Briganti. Tutto in pochi minuti, senza che nessuno si accorgesse di nulla.

IL VIAGGIO DELLA SLAVINA:(Cresta - prateria - bosco - ha attraversato la strada - ha sfiorato il rifugio Tito Acerbo - fermandosi prima del fosso Rigopiano).

C’è ancora l’indagine in corso e, non essendo un esperto, evito di esprimere la mia idea. Non sono più tornato in questa località situata nel Parco Nazionale Gran Sasso Laga, da quella data, dove esistono tanti sentieri, alcuni anche alpinistici, come IL GRAVONE, per rispettare le vittime colpite da un destino malvagio. Ora ho deciso di ritornare…ma, sceso dalla vettura e scorgendo dal terrazzo del parcheggio, quello che resta del RESORT, si è impadronito in me un senso di angoscia, di malessere, quasi un gozzo alla gola. Lo sguardo fisso sulla distesa recintata, con la ex piscina, un tappeto verde quasi certamente un campo da tennis, qualche baracca di legno, un muro perimetrale. Incomprensibile per me capire, perché il rifugio Tito Acerbo (1136 m), di proprietà del comune di Farindola, è stato appena sfiorato dalla slavina, ma senza nessun… segno di scalfittura …

Mi sono incamminato per trovare, la tabella direzionale - con l’indicazione del sentiero 108, che arriva a Monte Siella.

Dovrebbe stare vicino al parcheggio, ma non l’ho trovata. Con attenzione, ho controllato meglio ed ecco…, era a terra, ricoperta dalle foglie. L’ho rialzata e appoggiata ad un albero. Cominciamo bene… Inizio a salire, il sentiero nel bosco è ben curato e ogni tanto una bandierina, (anche se disegnata in verticale), sino alla Fonte dei Trocchi (1524 m). L’acqua è fresca e fa piacere berla. Da questo punto bisogna fare attenzione, non ci sono riferimenti se non una traccia di sentiero quasi invisibile. Si esce in una radura erbosa, c’è una capanna in lamiera, probabilmente serviva per ricovero o indagine sulla fauna selvatica. Mi emoziona un fiore molto bello, per il colore e il contrasto che fa con il paesaggio montano e l’erba verde, conosciuto anche come “Rosa di bosco” perché le assomiglia, ma non ha le spine. Non si può non notarla… è la Peonia Selvatica di montagna. Viene chiamata anche “Rosa delle streghe” perché la sua radice ha effetto narcotico. Con gli occhi soddisfatti per questo quadro, mi introduco nuovamente nel bosco per uscirne a (1646 m). Vado di Siella è vicino (1725 m), ma il cielo diventa nero, qualche tuono in lontananza e pioggia. Arrivo al vado e altro panorama mozzafiato. A Sud/est monte San Vito (1892 m) – a nord/ovest Monte Siella (2027 m). Poi tanti paesi, valli, il mare. Devo affrettarmi, ancora un rapido sguardo e inizio la ripida discesa. I faggi enormi fanno da ombrello, infatti mi bagno poco ed arrivo al parcheggio. Prima di andare via, ancora una occhiata al resort, gli occhi fissi, la mente immagina, ricordo…!

Dislivello A/R 650 m Durata A/R 4 ore e 30 min.S.S. Distanza 9 km Difficoltà E

Ultima modifica il Lunedì, 13 Luglio 2020 18:07