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Lunedì, 07 Dicembre 2020 17:16

Montesilvano Sicura. Interviene anche Amnesty International: "irregolare non sana".

Labricciosa: “Montesilvano Sicura non razzista", la questione sul linguaggio adottato dal questionario tira in ballo l’articolo 13 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

Anche Amensty International interviene contro alcune parole contenute nel questionario realizzato dal Comune di Montesilvano in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Giuridiche e Sociali dell’Università G. d’Annunzio di Chieti-Pescara, per rilevare la percezione della cittadinanza circa la sicurezza della città.

Giacomo Labricciosa, Responsabile di Amnesty International per l’Abruzzo-Molise commenta il progetto.

Una delle domande proposte chiede:

“Indichi a quali di questi eventi ha assistito personalmente, o ne è stato vittima o ne ha avuto notizia”. Tra le opzioni che si possono sputante, insieme a reati quali aggressioni fisiche, aggressioni sessuali, adescamento di minori, rapina e furti in genere, uso di droga e atti vandalici, figura anche la “presenza irregolare di extracomunitari”.

Sappiamo che la dicitura “irregolare” è stata aggiunta in seconda stesura, cercando di placare il clamore mediatico innestatosi alla diffusione del questionario lo scorso venerdì dicembre, ma non riesce comunque a sanare un documento pregiudizievole. La “presenza” non può essere “irregolare”, poiché il diritto alla libertà di movimento e di residenza è riconosciuto dall’articolo 13 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Inoltre, ammesso che si possa definire una condizione di “presenza irregolare”, il fatto che questa irregolarità venga attribuita ai soli cittadini extracomunitari e considerata alla pari di reati conclamati è discriminatorio e potenzialmente dannoso, perché rischia di alimentare pregiudizi ed hate speech verso una comunità già vulnerabile.

“Tutti abbiamo diritto a vivere in una città sicura, ma la sicurezza deve essere costruita nel rispetto della dignità e dei diritti di tutti i membri della comunità. La discriminazione che si continua a perpetrare nei confronti dei cittadini extracomunitari non è il giusto presupposto per una città sicura, né per una comunità civile.”