Benchè non capiti proprio tutti giorni di pensare o parlare di eternità, riusciamo ad avvicinarci a questo concetto quando, ad esempio, non solo facciamo promesse d’amore, ma tentiamo attraverso la cosmesi e vari rimedi di rimanere giovani; quando cerchiamo di assicurarci una discendenza mettendo al mondo un figlio, oppure nel momento in cui un nostro famigliare o amico viene a mancare. Riguardo cosa sia l’eternità, le ipotesi sostengono o che essa consiste in un intervallo di tempo illimitato oppure che vi sia assenza di tempo, secondo quanto ritiene la cosmologia contemporanea. In quest’ultimo caso non vi sono più nè passato né futuro ma solo uno stato di presente perenne.
Alcune persone, consapevoli della propria finitudine, sperano di essere ricordate dai propri famigliari, dagli amici e dal mondo intero attraverso la produzione di opere artistiche e letterarie oppure imprese ed azioni straordinarie, facendo affidamento sul fattore “memoria”, dimenticando che prima o poi anche questa vacilla. La nostra esistenza è scandita sia dal tempo naturale ovvero dagli eventi fondamentali della vita e della morte, all’interno dei quali l’essere umano fa le sue esperienze, sia dal tempo artificiale che abbiamo inventato al fine di organizzare meglio le azioni quotidiane. Purtroppo non abbiamo facoltà di arrestare nè il tempo naturale né quello artificiale, consapevoli del fatto che neanche il nostro mondo e l’universo non sono eterni, ma appaiono ciclicamente per poi di nuovo scomparire. In questa continua e alterna danza di atomi ed elementi, l’uomo, ad un certo stadio della sua evoluzione, per non soccombere di fronte all’evidenza della stessa sua fine, cominciò a porsi domande sulla possibile esistenza di qualcosa o qualcuno la cui essenza restasse immutata nel corso del tempo, elaborando ipotesi e credenze sulla vita dopo la morte, nonchè su Esseri che ci avrebbero creato, le quali costituirono la base per lo sviluppo delle religioni politeistiche e poi monoteistiche. La capacità di produzione di simboli tipica dell’essere umano, gli consente di ipotizzare che esiste una parte di sé, chiamata Anima la quale, una volta terminato il ciclo vitale, continua a vivere in un altro luogo situato al di là del proprio Universo di appartenenza. In questa dimensione l’Anima, sciolta completamente dai legami con la materia, torna ad essere Spirito, conservando tuttavia la memoria delle esperienze effettuate nel corpo. Studi in ambito scientifico confermano la credenza nell’esistenza di mondi e pianeti, tuttavia non vi sono ancora teorie che accertino l’esistenza dell’anima, benchè a supporto siano stati effettuati già qualche secolo fa esperimenti specifici anche da parte di fisici, matematici e scienziati che cercavano di trovare una spiegazione plausibile e razionale a determinati fenomeni ai quali essi stessi avevano assistito. Esistono e sono esistiti parecchi scienziati interessati ad indagare e studiare i fenomeni cosiddetti paranormali, ma purtroppo né il loro operato in questo settore né la documentazione da loro prodotta sono riportati nella cosiddetta letteratura ufficiale.
Secondo quanto scritto nel libro “Le origini segrete della razza umana” di Michael Cremo, tra alcune persone “insospettabili” figurano, solo per citarne alcune, A.R. Wallace, i coniugi Pierre e Mary Curie e lo psicologo William James. A.R. Wallace, co- fondatore insieme a Darwin della teoria dell’evoluzione attraverso la selezione naturale, è presentato dai moderni testi di biologia e antropologia come un devoto del materialismo, ignorando tutte le sue ricerche sullo psichismo e sul paranormale. In particolare, Wallace raccolse diverse prove di fenomeni da lui documentati scientificamente che pubblicò in un periodico, dichiarando che per venticinque anni era stato completamente scettico riguardo l’esistenza di qualsiasi intelligenza sovraumana e, se aveva cambiato opinione, era dovuto soltanto alla forza delle prove; inoltre dichiarava l’esistenza di misteri connessi con la mente umana ignorati dalla scienza moderna in quanto incapace di spiegarli. Quindi, sulla base di esperimenti personali e di dettagliati resoconti di altri scienziati, ammise che l’universo è popolato da una gerarchia di esseri fatti di spirito, alcuni dei quali sono in contatto con la popolazione umana sulla terra, in genere attraverso i medium.
Anche lo psicologo William James presiedette a molte sedute spiritiche e notò che non c’era nulla di artefatto o di ingannevole. Raccolse tanto materiale al punto da arrivare a ritenere non solo che bisognasse dare spazio a quei fenomeni che non venivano presi in considerazione dalla scienza ordinaria e dalla religione, poichè ritenuti non facenti parte del sistema tradizionale di convinzioni, ma invitava anche a studiarli in modo serio anziché etichettarli come fantasia, ispirazioni, possessioni demoniache, divinazioni ecc. Riguardo i coniugi Curie, si avvicinarono al paranormale in quanto pensavano che esso potesse aiutarli a capire meglio determinate questioni che riguardavano il magnetismo. Sono stati ritrovati quaderni nei quali Pierre annotava in modo dettagliato le sedute spiritiche e cercava di monitorarne i diversi parametri. In particolare, durante le sedute fatte in presenza della famosa medium Eusapia Palladino, Pierre scrisse al fisico Georges Gouy che i fenomeni che osservava non erano trucchi magici e che essi esistevano senza dubbio dato che le sedute erano state effettuate in condizioni di perfetto controllo, mettendo così in risalto il fatto che “esisteva un campo completamente nuovo di fatti e stati fisici di spazio di cui nessuno aveva alcuna idea”. Queste informazioni tratte dal sopra citato libro di Michael Cremo sono solo alcune testimonianze di persone famose, appartenenti al settore scientifico, le quali si sono aperte alla ricerca spirituale, sfidando le rigide chiusure del materialismo. Ma, la notizia davvero sorprendente è quella che riguarda il padre della selezione naturale, sì proprio lui, Charles Darwin. Alcuni scienziati si erano riuniti alla presenza di un medium famoso di nome Home tra i quali il premio Nobel per la fisica Sir William Crookes e ed un altro scienziato, Francis Galton, un cugino di Charles Darwin. Dopo alcune sedute, Galton, constatata la veridicità dei fenomeni, invitò Darwin a conoscere Home. Darwin si mostrò disponibile a incontrarlo.
Tuttavia, proprio nel momento in cui egli scrisse una lettera da dare al medium, quest’ultimo era già partito per la Russia e non fece più ritorno in Inghilterra.
Alla luce di questo episodio, possiamo chiederci, cosa sarebbe accaduto se Darwin avesse incontrato Home ed inoltre constatare quanto sia inutile e sterile condannare a priori fenomeni di fronte ai quali ogni forma di giudizio dovrebbe essere sospesa in considerazione del fatto che la mente umana è incapace di comprenderli attraverso criteri esclusivamente razionali. Se l’essere umano imparasse ad essere più umile ed ammettere di “sapere di non sapere”(Socrate) in quanto tutto, comprese le teorie matematiche, può essere soggetto a revisione o meglio a “falsificazione” (Popper), il nostro approccio nei confronti degli altri e della vita cambierebbe in meglio e riusciremmo anche ad avere qualche risposta in più riguardo a cosa sia davvero l’eternità.



