I biancazzurri scendono in campo con un 4-1-4-1: Caprari e Verre gli esterni, Memushaj e Benali i centrocampisti, Mandragora il mediano davanti alla difesa. Solissimo, in avanti, Lapadula. Nonostante il turno infrasettimanale, mister Oddo cambia un solo uomo di movimento rispetto alla partita di sabato (Fiamozzi al posto di Zampano), intuendo forse che sarebbe stata una serata difficile. Il primo tempo inizia con una buona palla gol per Lapadula, ma l’attaccante si fa deviare il tiro e conquista solo un calcio d’angolo. Con il passare dei minuti, però, il Brescia prende sempre più il controllo del gioco. I meriti delle “Rondinelle” si confondono con le gravi pecche dei biancazzurri: bassi, mai precisi, sfilacciati. Il vantaggio bresciano lo firma Geijo con un destro sotto la traversa dopo essersi facilmente liberato della pressione di Zuparic. E’ il minuto 32’. Il Pescara, già frastornato e confuso, accusa il colpo. Solo due minuti più tardi arriva il raddoppio: Embalo calcia in area una palla rasoterra, i difensori sono intenti a correre verso la porta, così Mazzitelli arriva libero dalle retrovie e batte Aresti. Scene di categorie diverse. Sul finale di frazione Lapadula ha sulla testa la possibilità di riaprire la partita – immeritatamente – ma manda di poco a lato.
Il secondo tempo si apre con la sostituzione di Verre, al suo posto Sansovini. Apparizione stonata per l’ex Perugia, spesso fuori posizione perché evidentemente fuori ruolo. Oddo cambia modulo e prova a sfondare con un 4-3-3, dove il “sindaco” è l’esterno destro. La mossa non sortisce effetti e il Pescara prova a giocare con azioni sempre più disordinate. E’ il minuto 64’ quando Lapadula scavalca il portiere Minelli con un pallonetto, ma Caracciolo salva i suoi. L’unica vera occasione arriva da corner, con un colpo di testa di Mandragora miracolosamente parato da Minelli. Poco dopo, al minuto 67’, il regista biancazzurro viene rimpiazzato da Forte e il Pescara passa ad un disperato 4-2-4. Il ragazzo di Scampia, su indicazione del suo allenatore, ha trascorso il proprio tempo tra i due centrali di difesa, in ossequio ad una discutibile moda post avvento di Guardiola nel calcio. Come unico risultato si ottiene che i difensori sono chiamati ad impostare, per di più sulla linea del fallo laterale. Gli assalti del Pescara producono poco, da segnalare un tiro dalla distanza di Caprari finito non lontano dal palo. L’ultima occasione è del Brescia, con Martinelli che si fa respingere un tiro da Aresti.
Oddo sembra avere le qualità per diventare un grandissimo allenatore, non abbiamo intenzione di ritrattare le belle parole spese per il suo lavoro, ma questa partita l’ha persa lui. La rabbia covata in questi giorni, a causa del pareggio interno contro lo Spezia, ha prodotto una squadra privata delle proprie fondamenta, delle proprie basilari idee di calcio. Non è facile continuare a proporsi offensivi per vocazione, la tentazione di più miti soluzioni può fare gola, ma, intrapresa una strada, è saggio non abbandonarla. Ci auguriamo che il mister sappia ripartire da dove aveva iniziato, dallo spirito che animava i suoi concetti, dal coraggio oggi lasciato in un cassetto.
Tabellino:
BRESCIA (4-2-3-1): Minelli, Camilleri, Lancini, Caracciolo, Coly, Martinelli, Mazzitelli, Kupisz, Morosini (85' Abate), Embalo (79' Marsura), Geijo (67' Caracciolo And.)
A disposizione: Arcari, Venuti, Abate, Caracciolo And., H'Maidat, Marsura, Camilli, Dall'Oglio, Castellini
Al. Roberto Boscaglia
PESCARA (4-1-4-1): Aresti, Fiamozzi, Fornasier (82' Zampano), Zuparic, Crescenzi, Verre (45' Sansovini), Mandragora (67' Forte), Memushaj, Benali, Lapadula, Caprari
A disposizione: Aldegani, Bunoza, Bruno, Sansovini, Zampano, Cocco, Selasi, Valoti, Forte
Al. Massimo Oddo
ARBITRO: Sig. Aleandro Di Paolo (Avezzano)
ASSISTENTE1: Sig. Nicolò Calò (Molfetta)
ASSISTENTE2: Sig. Vincenzo Soricaro (Barletta)
IV UFFICIALE: Sig. Francesco Guccini (Albano Laziale)
Ammoniti: Mandragora (P); Fornasier (P)
Reti: 32' Geijo (B); 34' Mazzitelli (B)



