4 febbraio–9 aprile 2017 Museo delle Genti d’Abruzzo, Pescara
Vernissage 4 febbraio 17:30
Dopo una lunga attesa, torna a esporre in Italia con Punti di Vista l’artista Luciano
Ventrone, mostra a cura di Mariano Cipollini. Il lungo percorso espositivo,
allestito nel Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara, aprirà le porte il
prossimo 4 febbraio e sarà visitabile fino al 9 aprile. L’esposizione, promossa
dall’Associazione Archivi Ventrone, si avvarrà di un nutrito e importante numero
di opere provenienti sia dalla raccolta del maestro sia da collezioni private e
pubbliche. La mostra si avvale del patrocinio della Regione Abruzzo, la quale
sarà presente con una tela tra le più rappresentative del pittore.
Per la prima volta tutte le tredici sale espositive del Museo sono state messe a
disposizione di un solo artista. Nell’intento di creare un movimento sinergico tra i
reperti presenti nella collezione permanente e l’incontro con i lavori di Ventrone,
la mostra traccia un percorso espositivo particolarmente strutturato, una nuova
concezione d’iter all’insegna della contemporaneità. Tutto mirato a riattualizzare
le letture storico - antropologiche del complesso espositivo passando attraverso
una narrazione “atemporale, ammaliatrice e ingannevole” che Ventrone fa della
realtà. Attualizzazione ardita e intelligente, voluta sia dal direttore della struttura
museale, Ermanno De Pompeis, quanto dal suo presidente Roberto Marzetti.
Punti di Vista non si presenta solo come una rilettura filologica delle nature morte
del maestro, ma è protesa a riconsiderare e rivedere alcuni aspetti fondamentali
che fanno di Ventrone un artista delle avanguardie. I lavori dell’ultimo ventennio
sono messi in relazione con le sperimentazioni che l’hanno formato, dai primi anni
sessanta, per circa un quindicennio, sotto la guida iniziale di G. Capogrossi.
Secondo quanto scritto dal curatore Mariano Cipollini: “Non si può pensare che
Luciano Ventrone non sia espressione di quell’avanguardia artistica che,
prescinde dall’utilizzo di qual si voglia forma, anche se nel suo caso è innegabile
il peso del risultato estetico e percettivo, peso che, come ho già detto, non ne
compromette la matrice concettuale che gli appartiene. Matrice che, pur
contraddicendosi nel passare attraverso i canonici riferimenti riconducibili a
forme artistiche giudicabili e comprensibili, ne manifesta altresì contenuti e
concetti che si ristrutturano ex novo attraverso una significazione che, nel suo
caso, se non passasse attraverso le nature morte, sarebbe difficilmente
esprimibile”.
Mostra dalle molteplici sfaccettature, Punti di Vista ci svela un Ventrone maturo e
complesso, stimolato dall’ambiente che lo accoglie a relazionarsi in uno spazio
dove il manufatto esposto è parte in causa anche del suo narrato: “I suoi lavori,
veri e propri “oggetti semiotici”, oltre a fornirci nozioni teoriche collaudate,
trasformano una nuova intuitiva descrizione in una vera interpretazione.”
(Mariano Cipollini)



