Molto particolare, al piano terra del Museo la ricostruzione di un’antica cucina, emblema del focolare domestico e della costante attesa di Donna Luisa del figlio Gabriele al quale voleva porgere le sue amorevoli cure. Un’esposizione ricca di cimeli, di manufatti in rame della tradizione abruzzese, realizzati dal maestro aquilano Domenico Pecilli, attivo ramaio d’Abruzzo, omaggio ad una mamma, Donna Luisa, che tanto desiderava offrire cibo al suo amatissimo figlio.
Nel corso della mostra, Franca Minnucci ha allietato il numeroso pubblico con la presentazione dell’epistolario del Poeta alla madre dal titolo “ Cara cara mamma” edito dalla Casa editrice Ianieri. Un rapporto affettuosissimo quello fra Donna Luisetta ed il poeta e come ricorda Ennio Flaiano “Una donna dal volto nobile ed infelice, dicevano, per la lontananza del figlio, talvolta era seduta sul balcone nei tardi pomeriggi in perenne attesa del figlio”. Nonostante si fosse in piena I Guerra Mondiale, divenne notizia di dominio pubblico il lutto del Vate per la scomparsa della “mater mirabilis”. Una madre per eccellenza: umile, taciturna, severa, raramente sorridente della quale il figlio, Gabriele sente l’irrefrenabile bisogno.
Nell’esposizione elementi di spicco sono la “rozza croce” che riconduce alla sepoltura della madre e le commoventi lettere del poeta nelle quali chiedeva di averne cura. La “rozza croce” realizzata per volere del Vate con legni di un “traboccolo” ossia una barca da pesca dell’antica marineria abruzzese, simboleggia la sacralità di uno speciale rapporto.
La mostra a cura di Lucia Arbace e Franca Minnucci, è stata realizzata in collaborazione con il Comune di Pescara, la Casa Editrice Ianieri e l’Inner Weel Italia Club di Pescara e resterà aperta fino al 31 maggio 2017, tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 19.00.
In rappresentanza del Sindaco Marco Alessandrini del Comune di Pescara, l’Assessore Paola Marchegiani.






