"La Commissione europea - spiegano - ha risposto ad una nostra interrogazione dicendo che la situazione, formalmente, è sanata dall'intervento governativo dello scorso autunno e che l'applicazione spetta al Paese membro. "
Per sopperire alla carenza di personale medico e scongiurare la concreta possibilità che venga riaperta la procedura d'infrazione, il Ministero della salute sta valutando la possibilità di inserire nelle strutture ospedaliere i medici in formazione con contratti a termine. "L’Italia per non rischiare l’infrazione sull’orario di lavoro gioca con la vita dei medici e degli specializzandi - sottolineano i due eurodeputati - perché le proposte sul tavolo andranno probabilmente a peggiorare la qualità del servizio sanitario nazionale e la posizione qualitativa e di remunerazione degli specializzandi a fronte di un carico di responsabilità penali e civili superiore. Inoltre, - proseguono Pedicini e Affronte - questo escamotage per tamponare a costo zero la pesante carenza di organico delle strutture sanitarie, non permette lo sblocco del turno over per i medici già specializzati".
Ogni anno circa 2400 medici emigrano all’estero, con un incremento del più 500 per cento di espatri dei giovani medici appena laureati.
"Per questo, - concludono i due eurodeputati - ci vogliono assunzioni, a migliaia e stabili.
Invece non s'è fatto nulla, e i medici sono ancora costretti a troppi turni consecutivi, lunghi e logoranti, senza riposi sufficienti. E' una situazione pericolosa sia per i pazienti che per i medici stessi. Speriamo che il confronto fissato per giovedì 5 maggio presso il Ministero della salute, possa essere più concreto, ma a noi pare evidente che l'intento sia quello di smantellare definitivamente quel che resta della sanità pubblica.






