Fanno bene e consentono il ritorno alla vita anche artistica, gli arresti domiciliari, concessi a Fabrizio Pellegrini, sollecitati dopo alcuni mesi di reclusione nelle carceri di Madonna del Freddo a Chieti da più parti, tra cui il Partito radicale con i suoi legali Rossodivita e Di Tanna, Rita Bernardini, candidata all’incarico di Garante dei detenuti in Abruzzo (in lunga attesa di una sua elezione), parlamentari come Gianni Melilla ed altri, l’opinione pubblica tramite i giornali (Il Centro, Corriere della Sera, La Stampa, La Voce dei Marrucini, i social blog, ecc.).
Si è concretizzata in questi giorni l’iniziativa del periodico di Chieti “La Voce dei Marrucini” di fornire a Fabrizio Pellegrini, musicista e pittore, gli strumenti per favorire la ripresa della sua attività artistica, con una raccolta di fondi tra amici e lettori.
Nella giornata del 22 agosto una delegazione composta da Ugo Iezzi, direttore, Mario D’Alessandro caporedattore, Anna Crisante e Luciano Pellegrini redattori
collaboratori del periodico “La Voce dei Marrucini” si sono recati nella villetta di
Strada per Villamagna n. 9 alla periferia di Chieti, per consegnare alla sorella
Marisella, che ospita temporaneamente, non senza problemi e difficoltà logistiche,
Fabrizio Pellegrini, presente anche l’anziana madre signora Wanda, novantenne, un pacco contenente pennelli, colori assortiti e cartoncini per dipingere, destinati a
Fabrizio Pellegrini, che così può proseguire con strumenti e materiali adatti alla sua creatività artistica già ripresa nella tranquillità familiare.
La signora Marisella e la madre signora Wanda, che hanno accolto con commozione l’iniziativa di solidarietà del periodico “La Voce dei Marrucini”, hanno poi provveduto a far avere al congiunto il materiale donato, riferendo la sua commossa gratitudine e l’impegno a proseguire la sua attività pittorica. I suoi dipinti, come già preannunciato alla signora Marisella, saranno esposti in una mostra personale nei mesi autunnali, contribuendo così con le eventuali vendite delle opere a raccogliere fondi per sostenere economicamente Fabrizio Pellegrini che per la sua malattia di fibromialgia ha necessità di continue cure a base di cannabinoidi derivati dalla “cannabis indica”, per la cui coltivazione casalinga è stato arrestato nello scorso giugno e per la quale sarà processato l’8 settembre 2016. La concomitanza con la ripresa dei lavori parlamentari che ha all’ordine del giorno la legge di legalizzazione dell’uso delle droghe leggere (tra cui la cannabis indica) dà alla sua vicenda umana e giudiziaria una dimensione politica di grande rilevanza anche a livello nazionale.
(m.d.)






