Ennesima beffa stagionale per l’undici di Massimo Oddo, sceso in campo in maglia biancorossa per omaggiare il quarantennale dello storico gemellaggio con il Vicenza. Anche i veneti nello scorso dicembre avevano giocato una gara con i colori biancazzurri, ma il cambio di maglia aveva portato fortuna (vittoria in trasferta a Terni per 2-1), a differenza del Pescara che incassa la quindicesima sconfitta in 22 partite disputate.
Contro una Fiorentina priva dei suoi uomini migliori (Kalinic infortunato, Bernardeschi squalificato), il Delfino parte bene e trova subito il gol grazie a Caprari, bravo ad infilare Sportiello in uscita dopo un preciso assist di Biraghi. Ma il vantaggio paradossalmente contrae i biancazzurri, più preoccupati di difendere che non di cercare la rete del raddoppio: troppo solo Bahebeck in avanti e scarse le azioni di rimessa dei padroni di casa, che non approfittano del momento di difficoltà della squadra viola. Nella ripresa il pallino del gioco passa completamente in mano alla Fiorentina, che a fine partita farà registrare ben 14 angoli (contro uno solo del Pescara) e addirittura il 77% di possesso palla. L’ingresso di Chiesa allarga il volume di gioco dei viola, che si vedono prima annullare (giustamente) un gol di Babacar per un fuorigioco dello stesso attaccante dopo un palo colpito da Ilicic su punizione e trovano poi la rete del pareggio con un gran tiro di Tello da fuori area (68’). I cambi di Oddo non incidono più di tanto ed è così che il lungo e ingiustificato recupero concesso dall’arbitro Russo (ben cinque minuti) si rivela ancora una volta fatale per il Pescara, che proprio al 95’ incassa la rete della sconfitta: un innocuo cross di Tello, su cui si avventa Chiesa (che però non tocca la palla) finisce nell’angolino ingannando Bizzarri, non esente però da colpe.
Per il numero uno biancazzurro, sempre incerto nelle uscite, prosegue quindi il momento negativo, costato già diversi punti alla causa del Delfino: a questo punto appare inspiegabile il mancato utilizzo di Fiorillo, protagonista nella scorsa stagione della trionfale cavalcata verso la serie A. I viola invece per la terza volta vanno a segno direttamente con un cross che, senza deviazioni, termina in rete beffando il portiere avversario: era già successo nelle gare contro la Juventus e il Genoa.
Ovviamente soddisfatto Paulo Sousa, allenatore della Fiorentina, a fine gara: “Riconosco che il nostro approccio alla gara non è stato buono, perché all’inizio c’era poca velocità e poco filtro a centrocampo. Ma nella ripresa abbiamo aggiustato le cose, ampliando prima il gioco in orizzontale e poi anche verticalizzando sulle nostre punte. I cambi di posizione ci hanno permesso di ribaltare la partita”. Sconsolato invece Massimo Oddo: “Ci mettiamo sempre l’anima e il cuore, ma non veniamo mai premiati e paghiamo anche il più piccolo degli errori: è davvero un periodo incredibile.” Ancor più amareggiato Ahmad Benali: “Questa sconfitta ci fa molto male, perché abbiamo disputato una buona partita. Sicuramente siamo calati nella ripresa, ma alla fine abbiamo pagato un prezzo troppo alto. Purtroppo non portiamo punti a casa, ma noi crediamo ancora nella salvezza”.
Il Delfino avrà l’opportunità di smaltire la cocente delusione già domenica prossima, nel match casalingo contro la Lazio.
PESCARA (4-3-2-1): Bizzarri; Crescenzi, Gyomber, Stendardo, Biraghi; Memushaj, Bruno, Benali; Zampano (71' Brugman), Caprari (79' Kastanos); Bahebeck (74' Cerri). All.: Oddo.
FIORENTINA (3-4-2-1): Sportiello; Sanchez, Tomovic (46' Chiesa), De Maio; Tello, Badelj (83' Cristoforo), Vecino, Olivera; Ilicic, Borja Valero; Babacar (96' Salcedo). All.: Paulo Sousa.
Arbitro: sig. Russo di Nola.
Marcatori: 15' Caprari, 68’ Tello, 95’ Tello.
Note: ammoniti Gyomber, Bruno, Biraghi, Benali; Tomovic, Badelj, Vecino; spettatori 12.885 per un incasso di 132.743 €.






