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Racconti

L’OSSESSO di Alessandra Prospero

Racconti

Insolitamente, a volte capita che, nella patria del divertimento estivo per antonomasia, si avverta per una sera il desiderio di fuggire dal delirio di decibel, colori e cocktail dai nomi esotici e di andare a respirare un po’ di sana e refrigerante aria notturna cittadina, invece del solito stordente mix di profumi e dopobarba appartenenti ai mille volti della calca che occupa i marciapiedi del lungomare.

Alla scoperta della lingua italiana: Giusto

Racconti/linguistica

di Luigi Casale

Giusto: aggettivo (o avverbio). Contesti d’uso: “Non è giusto” ; “Un uomo giusto” ; ”Il giusto peso, o il prezzo giusto” ; “Sei arrivato giusto in tempo ”; “Dico giusto?”; ecc. ... .

Storie fantastiche dal cratere aquilano - REAZIONE

Racconti

di Luigi Fiammata

I biglietti da cinquanta, e da cento euro, si ammucchiavano sul tavolo. Erano un monte disordinato. Come un nido che aspettasse il suo cuculo.

Cultura

Racconti/linguistica

di Luigi Casale

Oggi vorrei parlarvi di cultura. Sarà bene precisare – anche se lo vado ripetendo spesso – che parlerò della parolacultura”. Sperando che ciò possa servire ai lettori a capire sempre meglio che cosa sia esattamente cultura, fedele al compito che mi sono assegnato: di far capire che cosa intendo quando parlo di trasparenza linguistica.

La scuola

Racconti/linguistica

[ /Scholé/ Schola/Scuola/Escuela/École/Schule/School/ ]

Oggi intendo parlarvi di scuola. Della parola: scuola, naturalmente. E non della /scuola/: l’istituzione pubblica o privata – designata da questa parola – che tutti noi conosciamo, in cui, da parte di alcune persone considerate maestri (magister, qualcuno che ha di più in autorevolezza, già formato, e in grado di formare) viene svolta l’attività di ammaestramento, fornire cioè ai più giovani le conoscenze nei diversi campi del sapere, o anche le abilità in arti, mestieri e professioni, al fine di renderli esperti e capaci. Oggi si direbbe: “di formarli”.

Alla scoperta della lingua italiana: Primo pelo

Racconti/linguistica

di Luigi Casale

Oggi si usa un’espressione molto diffusa: “di primo pelo”, per dire “giovane”, “nuovo del mestiere”. L’espressione, infatti, nella pratica comunicativa proprio questo significa; anche se il pelo o la barba incipiente dell’adolescente non c’entrano proprio niente.

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