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Venerdì, 11 Dicembre 2015 16:45

Serie B, Il Pescara deve ritrovare la propria identità, a cominciare da domani contro la Virtus Entella.

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Lapadula Lapadula

La partita (in programma allo stadio Adriatico con calcio d’inizio ore 15:00) è carica di significati ben eccedenti i tre canonici punti in palio.

 

La sconfitta di Brescia scava una traccia, bisogna scegliere da che parte stare. L’identità di una squadra, specie se avventuriera, ha dei costi notevoli, implicanti scelte di coraggio, tenacia e sicurezza. Guai a perdere lucidità. I ragazzi di Oddo hanno mostrato di saper giocare un grande calcio, di saper portare pubblico allo stadio, è necessario tornare a imboccare la strada giusta. Quale la via? Null’altro che il ritorno da dove si è partiti. L’augurio è che il mister capisca gli errori commessi martedì, dettati dall’abbandono dei concetti finora insegnati alla squadra. La formazione anti Brescia è stata conseguenza diretta del pareggio subito nel finale contro lo Spezia, capace di minare certezze proprio perché immeritato.

Naturalmente, anche nella benevola ipotesi in cui questi aspetti si scoprissero risolti, alcuni problemi sono ormai stati svelati. Il primo, per importanza, è Cocco: al Pescara mancano i suoi gol. Si può facilmente obiettare che Lapadula si sia rivelato centravanti, anche piuttosto prolifico (9 reti su azione sono tante). E’ però altrettanto vero che, se si pensa alle occasioni sprecate, al tempo speso nell’area avversaria, ci si accorge che i gol potevano essere molti di più. Non è affatto una critica all’ex Teramo, ma una caratteristica strutturale dei biancazzurri. Caprari e Benali non sono propriamente dei cannonieri, doveva esserci un aiuto per Lapadula, doveva esserci Cocco. Solo così, forse, si sarebbe potuto evitare di lasciare punti preziosi qua e là non raccolti sui campi di B. L’ex Vicenza è arrivato in Abruzzo da capocannoniere in carica, le aspettative disattese sono consistenti. Ad oggi le sue apparizioni non hanno convinto e il suo sempre più scarso impiego lascia pensare ad un girone di ritorno lontano dall’Adriatico. Oltre alla sconfitta insita nell’aver sbagliato giocatore, sarebbe gravosa anche la minusvalenza finanziaria: l’investimento della società per acquistare il centravanti del Vicenza è stato considerevole. Le quotazioni dei calciatori sul mercato sono, da sempre, molto volatili, ma ci riesce difficile immaginare un rientro nella cifra spesa.

Altro problema è rappresentato dalla giovane età di chi scende in campo. Mai e poi mai faremo crociate chiedendo che giochino solo navigati dinosauri di categoria, ma si sia consapevoli dei rischi connessi. I giovani compensano in brillantezza e vivacità ciò che loro manca in termini di concretezza e gestione. La costruzione del gioco passa dai piedi di Mandragora, un giocatore straordinario, ma pur sempre un classe ’97 con i limiti di personalità ed esperienza che ciò comporta. Lapadula non è più un ragazzino, ma sta disputando il suo primo vero campionato di B da protagonista. Nessun difensore dei titolari, terzini compresi, supera i 24 anni. Questo ci porta direttamente ad affrontare un’altra delicata questione: la fase difensiva. Campagnaro, come già altre volte ricordato, va considerato un lusso talvolta godibile, dunque gli effettivi centrali sono Zuparic e Fornasier. Sebbene tacciati troppo spesso di grossolani errori individuali, la loro indecisa tenuta è, a nostro avviso, soprattutto frutto di un’incompatibilità di matrice tattica. Sono entrambi marcatori aggressivi, votati all’uno contro uno per natura, necessiterebbero di un elemento d’ordine. Sul punto, purtroppo, nulla da aggiungere, se non aspettare con fiducia le mosse della società nel mercato di gennaio.

Domani giocherà la formazione titolare, con il rientro tra i pali di Fiorillo e qualche dubbio sulla presenza di Fornasier alle prese con piccoli fastidi fisici. Sebbene l’incidenza del turno infrasettimanale nelle scelte degli allenatori sia sempre un fattore rilevante, crediamo che una partita così delicata la si vorrà affrontare con i giocatori di maggior valore. Dunque, detto di Fiorillo, difesa con Zampano, Zuparic, Fornasier (o Fiamozzi) e Crescenzi, centrocampo con Memushaj, Verre e Mandragora (possibile però la novità Bruno), attacco con la “Banda Bassotti” formata da Benali Caprari e Lapadula.

Ultima modifica il Venerdì, 11 Dicembre 2015 16:52