Racconti
di Anna Romanelli
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La vita è come una partita a carte...se sei fortunato vinci, altrimenti perdi...basta avere la carta giusta al momento giusto!
Racconti
di Anna Romanelli
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La vita è come una partita a carte...se sei fortunato vinci, altrimenti perdi...basta avere la carta giusta al momento giusto!
Racconti
di luigi Casale
A scadenza fissa ritornano le cronache dei contrasti ideologici di matrice razzistica delle varie tifoserie calcistiche delle squadre del nord e di quelle del sud. Le cronache si ripetono quando negli stadi si verificano incidenti, si notano striscioni stupidi, si ascoltano cori imbecilli. Ma la verità è che quella mentalità deteriore sempre cova nelle menti di quegli attori fino a quando non va a manifestarsi come sfogo di un malessere personale nelle forme che vediamo e che sappiamo; e si autoalimenta per scatenarsi poi peggiore nei nuovi atti di assurda prevaricazione, con il più completo disonore di loro artefici. Tutte quelle manifestazioni, infatti, altro non sono se non il segno evidente del ritardo culturale e civile in cui versano – e questo, bello non è ! – gli autori delle azioni sopra ricordate, di cui è piena la cronaca giornalistica.
Racconti/memorie di viaggio
di Luciano Pellegrini
Insieme a due amici ho deciso di trascorrere qualche giorno al Gargano per visitare i trabucchi e la foresta umbra. Ero al corrente che purtroppo le giornate sarebbero state piovose, ma non avevo altra scelta per la data.
Racconti
di Luigi Casale.
Tutti voi conoscete il gioco delle tre carte. Scelta la carta da puntare, le tre carte, capovolte, vengono adagiate sul tavolo lasciando al centro la carta designata. Il giocatore, con abile movimento delle mani, le sposta velocemente cambiandole di posto. Ma, mentre la persona che conduce il gioco ripete più volte questa operazione, chi guarda è convinto di seguirle, e crede di non perder di vista la carta vincente, cioè quella che è stata indicata e che dovrà essere riconosciuta al momento in cui il giocatore lascia cadere, di nuovo immobili, le tre carte sul tavolo, sempre capovolte.
Racconti
di Luigi Casale
Dover iniziare una collaborazione sistematica sulla scia del consenso registrato in seguito alla pubblicazione, su un giornale o altro “media”, di alcuni vocaboli come computer, erario, fisco, moneta, cafone, idiota, o cuccetelle, eccetera, ecc., a primo acchito mi ha condotto ad un bivio, ponendomi di fronte un dilemma: continuare ad inventarmi storie piacevoli, occasionali ed estemporanee, godibili e accattivanti fin che volete, intorno al significato delle parole? Oppure darmi io stesso una regola, un metodo, al limite: una consequenzialità, nella scelta dei soggetti? Quanto meno una visione programmatica!
Racconti
di Beatrice Sabatini *
Io sono un guerriero. Nacqui fra monti avvolti da nevose brume invernali, quando il corso del signore degli astri stenta a bucare la coltre bisbigliante delle nubi e il vento penetra fra le assi chiamando a raccolta nella valle i branchi di lupi smagriti dai digiuni. Io sono un guerriero, eppure mi diletta ascoltare la voce delle acque danzanti nei ruscelli al disgelo in primavera e mirare gli sterminati campi rosseggianti di papaveri quando le giornate divengono più lunghe e le greggi pernottano negli alpeggi fecondi di nuova erba. Fu lì, nelle radure montane assolate e profumate di terra, alla vigilia della mia iniziazione a guerriero, che mi trovò il fato.