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Lunedì, 27 Febbraio 2017 19:04

Pescara. Alberi anti-inquinamento, ecco quali sono

L'inquinamento ambientale e soprattutto il PM-10, 2,5 in Italia e in Europa, provocano gravi malattie respiratorie, malattie cardiovascolari e problemi agli occhi.

 

Questa influenze si possono ridurre se in città si piantano più alberi e si preservano i filari storici, puntando sulla realizzazione di città verdi con la scelta di selezionate specie anti-inquinamento. “Il verde urbano di qualità, ben curato e valorizzato, è un investimento per il futuro” ha illustrato Alberto Colazilli, “perché preserva la nostra salute e contribuisce a migliorare la nostra qualità della vita”.

Conferenza sugli alberi anti-inquinamento, alla Sala Figlia di Iorio della Provincia di Pescara, organizzata dal FAI delegazione Pescara in collaborazione con Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus e con il patrocinio dell’ Ordine degli Architetti P.P. e C. della Provincia di Pescara.

Gli studi condotti del CNR-Ibimet di Bologna e dell’ISPRA hanno individuato alberi e arbusti anti-inquinamento: i bagolari (Celtis australis), i tigli, i frassini, gli aceri, gli olmi, i Gingko biloba, i gelsi, i Liriodendron, i carpini, gli Eleagnus, i corbezzoli, i ligustri, i cerri, le farnie, le roverelle, i lecci, i biancospini, le Photinie, gli ippocastani. Le foglie delle piante “svolgono un importante ruolo di mitigazione dell’inquinamento dell’aria in quanto attraverso gli stomi emettono ossigeno e assorbono lo smog fotochimico composto da: Anidride carbonica, Ozono, Monossido di carbonio, Biossido di azoto, Anidride solforosa. Le foglie e le cortecce catturano e trattengono le polveri sottili inalabili  attraverso peli, rugosità e cuticole cerose poste sulle loro superfici.”

Forestazione urbana anti-inquinamento l’attenzione si dirige sulla cattiva potatura delle alberature in città. “E’ inutile spendere centinaia di migliaia di euro in progetti di riforestazione urbana anti-inquinamento se poi ci ritroviamo sempre le solite ditte che capitozzano e non hanno la capacità di saper gestire un albero e lasciarlo vivere nel suo aspetto naturale”, ha spiegato Colazilli, “le cattive potature non solo distruggono la salute degli alberi ma mettono in crisi tutto il loro lavoro di eco-servizi per la sottrazione degli inquinanti. E’ fondamentale che i comuni selezionino delle ditte di arboricoltori certificati in grado di saper potare gli alberi.”

Realizzare poi nuove alberature nelle aree degradate, nelle zone a forte traffico, riqualificando le periferie e migliorando le aree industriali, creando corridoi ecologici e boschi in città. E infine l’ esigenza di “preservare e migliorare il verde storico, delle alberature superiori ai 50 anni di età, in quanto capace di garantire una maggiore capacità di captare le polveri sottili e i gas inquinanti rispetto alle alberature giovani e appena piantate.”

 Ha moderato la conferenza Rosaria Morra, Capo Delegazione FAI Pescara, che ha ricordato come il FAI è da sempre in prima linea per il miglioramento degli spazi verdi cittadini.

 

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